Caffè: la giusta quantità per una buona prontezza mentale, senza nuocere al sonno. Lo dice un'app
I ricercatori hanno incrociato i dati raccolti da precedenti studi arrivando a calcolare che bevendo tra i 200 e i 400 milligrammi di caffeina migliorano la prontezza mentale, mentre per non inficiare la qualità del sonno non si dovrebbero superare i 100 milligrammi. Ongi momento della giornata, quindi, ha la propria quantità di caffè: per conoscere l'effetto della caffeina che si sta bevendo o che si ha intenzione di bere, gli utenti devono inserire nell'app la quantità di caffeina bevuta ed, eventualmente, informare anche di quanto velocemente il consumo si avvenuto: tanto più il caffè viene consumato rapidamente, infatti, tanto più si riscontra un effetto di prontezza mentale. Il software produce così il grafico della presenza della caffeina nel sangue, informando del perdurare degli effetti della sostanza nel tempo.
«Chi beve molto caffè in una sola volta per rimanere sveglio - spiega Frank Ritter, docente di scienze dell'informazione e tecnologia e autore dello studio - può incontrare difficoltà ad addormentarsi. Così, il giorno dopo, per rimanere sveglio prenderà un caffè in più, andando incontro a problemi di sonno via via maggiori».
La presentazione dell'applicazione - che, spiegano i ricercatori, per ora funziona solo su dispositivi Apple - è stata fatta durante la Augmented Human International Conference 2011.
«Molte persone non capiscono come i livelli di caffeina nel sangue possano salire e scendere - conclude Ritter -. È importante capire l'effetto che la caffeina può avere a diversi livelli».
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