Bau, miao e cip: gli animali domestici fanno bene al cuore (soprattutto degli anziani)
Viceversa, spiegano i ricercatori, la riduzione della variabilità della frequenza cardiaca è associata a un rischio maggiore di morire per malattie cardiache: «Tra i pazienti con malattia coronarica, i proprietari di animali domestici mostrano un tasso di sopravvivenza maggiore di un anno rispetto a chi non possiede un animaletto da compagnia», spiega il primo autore dello studi Naoko Aiba, della Kitasato University di Kanagawa, vicino Tokyo.
Dei 191 soggetti, 4 su 10 possedevano un animale: un dato in piena consonanza con quelli italiani, secondo cui i pet sono ospitati in casa dal†‬41%†‬dei nuclei familiari,†‬per un totale di†‬10†‬milioni di famiglie, con†‬“Fido— che va per la maggiore (il 48% di chi ha in casa un animale possiede, infatti, un cane)‬,†‬mentre in un terzo dei casi†(‬33%â€) ‬il†"‬conviventeâ€" ‬è un gatto, e pesci e tartarughe sono ospitati rispettivamente nel†‬4,8%†‬e nel†‬4,7%†‬dei casi,†‬mentre gli uccelli†‬sono presenti nel†‬4,1%†‬delle famiglie.
Dall'incrocio dei dati è emerso che il cuore dei proprietari di animali domestici è in grado di adattarsi al cambiamento in modo più elastico. Nuovi studi dovranno essere condotti per confermare i risultati ottenuti. Per adesso, nonostante ancora non sia chiaro che cosa abbia provocato la differenza tra i due gruppi, gli studiosi ipotizzano che la differenza potrebbe essere dovuta alla presenza degli stessi animali e alle emozioni che questi provocano nei padroni, mantenendone allenato il cuore. Oppure a fare da discrimine potrebbero essere anche altri fattori, ancora da esaminare, che fanno sì che alcune persone decidano di avere un animale domestico e altre, invece, di non averlo.
tra i 60 e gli 80 anni, sofferenti di diabete, ipertensione o iperlipidemia,
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