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Home Articoli Sole 24 Salute Il posto fisso può togliere il sonno? Parla l’esperto

Il posto fisso può togliere il sonno? Parla l’esperto

Insonnia da crisi economica, incubi da precario o solo il sogno di un posto fisso? In ogni caso, comunque la chiamate, la notte per chi è alle prese con l’ansia di una congiuntura economica sfavorevole può essere molto disturbata. “Uno stress che non è molto diverso da quello che in ogni momento, non solo questo di crisi, può provocare disturbi del sonno, tra i quali l’insonnia è sicuramente il principale”, spiega a Salute24 Liborio Parrino, neurologo del Centro del Sonno dell`Università di Parma, vice presidente dell'Aims (Associazione italiana medicina del sonno) ed esperto di medicina del sonno, specialità un po’ misconosciuta, ma molto importante da tanti punti di vista. Basti pensare che in media, un uomo che ha compiuto 81 anni ha dormito durante tutta la sua vita per ben 27 anni. Non sempre, ovviamente, tra due guanciali. “Nessun altra attività umana, dal mangiare al sesso, è paragonabile”, dice Parrino. Fin quando lo stress ci mette lo zampino. 
 
Perché se è vero che “lo stress è una costante della società moderna”, ricorda l’esperto, è anche vero che il fenomeno può presentarsi sotto vesti nuove: “Oggi c’è sicuramente un rischio in più: se si hanno meno soldi in tasca e i ticket sono più alti - continua Parrino - qualcuno può rinunciare a curarsi oppure, preoccupato dal limbo del precariato o dalla perdita del lavoro, può rinunciare alle ferie o alla malattia”. Insomma, se una sindrome da insonnia da crisi economica c’è, è quella che induce a nascondere il problema con risvolti personali e sociali molto gravi. “Dormire male è una condizione molto seria”, ricorda Parrino che snocciola i danni dell’insonnia cronica severa: “Dormire meno di sei ore per notte almeno tre volte a settimana da oltre un mese. Il conto da pagare di giorno si chiama stanchezza, sonnolenza, riduzione della concentrazione e delle performance”. Che per chi svolge un lavoro faticoso e pericoloso, come ad esempio camionisti, muratori o chi lavora nelle catene di montaggio, diventa un fattore di rischio importante.
 
C’è anche un altro caso emblematico di come la crisi può cambiare le abitudini e far perdere il sonno. “Se vedo, come mi è capitato - spiega -, una pubblicità di un ristorante che invita la clientela ad andare a mangiare e bere dopo le 22 attraendo con forti sconti, chi ha meno soldi nel portafogli può essere allettato dalla proposta e tirare tardi più del consentito”.
 
Non serve neppure consolarsi con una curiosità legata all’insonnia, “malattia universale che colpisce il 10% della popolazione in tutto il mondo, indipendentemente da etnia, età, istruzione”. Gli scienziati stanno cercando ancora di svelare il perché, “ma, forse, prima o poi, si scoprirà la base genetica di questo disturbo”, conclude Parrino. Nell’attesa di svelare il mistero, nella rubrica, tre consigli dell’esperto contro l'insonnia.

Fonte http://salute24.ilsole24ore.com/articles/14079-il-posto-fisso-puo-togliere-il-sonno-parla-lesperto