Reni sotto controllo: largo agli aromi, occhi agli integratori proteici
Altro punto caldo: mai più sale? Non è sempre vero: “Si può usare, ma limitandone il consumo”. Attenzione a quelli dietetici, perché “i sali con poco sodio hanno tanto potassio”, ricorda la specialista e in certe situazioni patologiche possono essere nocivi, specie se si assumono farmaci che già di per sè possono dare una ritenzione di potassio. Un consiglio per insaporire i cibi senza fa soffrire i reni? Dare spazio alle erbe aromatiche e alle spezie è la cosa migliore. È bene invece eliminare del tutto i dadi da frigo e dispensa, “perché il loro tenore di sodio è troppo elevato”. Un occhio di riguardo agli sportivi: l’uso di aminoacidi e integratori proteici alla lunga può fare molto male e innescare la disfunzione renale. Troppe scorie da filtrare. Ma anche una dieta senza proteine può far male perché “altrimenti l’organismo utilizza le proprie proteine muscolari”.
C’è poi chi fa a meno della frutta, sostituendola del tutto con lo yogurt. Una scelta non sempre condivisibile, dato che lo yogurt contiene proteine” e anche se si opta per quello magro è bene ricordare “che magro vuol dire che ha pochi grassi, non poche proteine”. Gli appassionati della pizza possono dormire sonni tranquilli, non c’è nulla da temere, conclude la specialista, se si “sostituisce un pasto con pizza margherita”.
Diverso il discorso quando vi è un certo livello di insufficienza renale. In questo caso si deve seguire con scrupolo una dieta ipoproteica. Obiettivo è “ridurre i sintomi dell’insufficienza renale e quindi ridurre il sodio e il potassio, prevenire e ritardare le alterazioni dell’osso controllando l’assunzione di calcio, fosforo e vitamina D”, spiega Bernardi. La dieta da seguire è quindi “ipoproteica, ipofosforica, ipopotassica, iposodica”, puntando però ad evitare una dieta carente ed inappropriata.
Per non arrivare fino ai divieti, basta ricordarsi che i controlli periodici sono essenziali. “Anche se il filtro è un po’ intasato la macchina va anche se con qualche sobbalzo”, dice Bernardi. Quali esami? “Basta un semplice esame delle urine per verificare se vi sono sostanze come sangue, proteine, albumina, batteri, acidità elevata, glucosio o aminoacidi”, da fare insieme al dosaggio della creatininemia. “La creatinina è un prodotto del metabolismo muscolare e nel rene sano viene tutta eliminata - dice la nefrologa -, se si alza nel sangue vuol dire che il filtro non funziona”, dice la specialista e anche il controllo della pressione arteriosa è una strategia di prevenzione, anche per i giovani quando vi sia familiarità per ipertensione. Infine, attenzione ai chili di troppo e ricordarsi che “l’obesità è un fattore di rischio per le patologie renali”.
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