«Neomamme» in carriera più serene: il lavoro giova alla salute?
Se le mamme lavoratrici a tempo pieno e quelle a tempo parziale godono di una migliore salute mentale e fisica rispetto alle mamme casalinghe, si legge nello studio, quelle che però riescono a seguire al meglio i piccoli sono le lavoratrici part-time: queste ultime, infatti, a differenza delle neomamme che rimangono a casa, riescono a trarre il giusto giovamento dal proprio lavoro senza, però, sottrarre eccessivo tempo alla cura della prole, come invece accade alle mamme che lavorano full-time e che quindi trascorrono molte ore fuori casa.
Del campione esaminato, 1 donna su 4 era lavorava a tempo parziale e trascorreva da 1 a 32 ore fuori casa ogni settimana a seconda dell'età del bambino: dallo studio è emerso che le lavoratrici «parziali» si interessano delle attività pomeridiane dei bambini - dai giochi ai compiti a casa - molto più delle lavoratrici full-time, e trascorrono con i piccoli la stessa quantità di tempo delle mamme casalinghe, ma in modo qualitativamente migliore.
«I datori di lavoro tendono a utilizzare il lavoro part-time come una strategia di risparmio e spesso considerano i lavoratori a tempo parziale come non degni di investimento e di avanzamenti di carriera - spiega Marion O'Brien, coautrice dello studio -. Dal nostro studio emerge che il lavoro part-time sembra contribuire al mantenimento del benessere familiare. Probabilmente molte madri - e anche molti padri - lo sceglierebbero, se venisse riconosciuto dai datori di lavoro come un legittimo approccio per la costruzione di una carriera mantenendo, allo stesso tempo, una vita familiare serena».
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