Noia da ufficio: 1 su 4 sgranocchia snack ai distributori
Questo e altri fenomeni simili stanno rendendo sempre più forte il fronte di coloro che pensano che un balzello sul junk food sia indispensabile. Non per le casse dello Stato, ma per la salute degli italiani. In Francia è già legge la “taxe soda”, una tassa di 2 centesimi per ogni lattina di bevande gassate e zuccherate che complessivamente porterà nuove entrate per 280 milioni di euro. Un’iniziativa che, però, può pesare e molto in tempo di crisi dei consumi e potrebbe far lievitare anche l’inflazione. E c’è chi giura che per cambiare stile di vita le tasse non bastano, ma serva consapevolezza. Una campagna a favore dell’alimentazione potrebbe valere molto più di una tassa sgradita?
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