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Home Articoli Sole 24 Salute Salute: incidente nave Costa, ipotermia e acidosi metabolica pericoli acqua fredda

Salute: incidente nave Costa, ipotermia e acidosi metabolica pericoli acqua fredda

 
La resistenza di una persona in acqua alle temperature invernali non supera di solito le poche decine di minuti. Lo affermano diversi esperti, secondo cui ci sono poche speranze di trovare ancora delle persone in vita quando sono passate diverse ore da un disastro come quello che ha coinvolto la nave da crociera Costa Concordia al largo dell'isola del Giglio.
"La resistenza dipende dalle condizioni delle singole persone, ma d'inverno difficilmente supera i 10-15 minuti. In questi casi e' la temperatura dell'acqua il nemico peggiore - spiega Vincenzo Carpino, presidente nazionale dell'Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani - se fossimo d'estate una persona che sa nuotare potrebbe salvarsi, ma in questo caso si va incontro molto rapidamente ad acidosi metabolica e conseguente arresto cardiaco, favorito anche dallo stress e dal panico seguiti all'incidente".
Anche se ci fosse qualcuno eventualmente intrappolato nei ponti sommersi sarebbe molto difficile trovarlo ancora in vita: "Se l'acqua e' molto fredda e' difficile che si sopravviva per piu' di un'ora - conferma Mario Costa, past president della Società Italiana Sistema 118 - l'ipotermia arriva molto rapidamente". non supera di solito le poche decine di minuti. Lo affermano diversi esperti, secondo cui ci sono poche speranze di trovare ancora delle persone in vita quando sono passate diverse ore da un disastro come quello che ha coinvolto la nave da crociera Costa Concordia al largo dell'isola del Giglio.
La resistenza di una persona in acqua alle temperature di questo periodo dell'anno "dipende dalle condizioni delle singole persone, ma d'inverno difficilmente supera i 10-15 minuti". A spiegarlo è Vincenzo Carpino, presidente nazionale dell'Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani: "In questi casi è la temperatura dell'acqua il nemico peggiore. Se fossimo d'estate una persona che sa nuotare potrebbe salvarsi, ma in questo caso si va incontro molto rapidamente ad acidosi metabolica e conseguente arresto cardiaco, favorito anche dallo stress e dal panico seguiti all'incidente".
Come precisa Mario Costa, past president della Società Italiana Sistema 118, anche se ci fosse qualcuno eventualmente intrappolato nei ponti sommersi sarebbe molto difficile trovarlo ancora in vita: "Se l'acqua è molto fredda è difficile che si sopravviva per più di un'ora. L'ipotermia arriva molto rapidamente".
 

Fonte http://salute24.ilsole24ore.com/articles/13998-salute-incidente-nave-costa-ipotermia-e-acidosi-metabolica-pericoli-acqua-fredda