Mappa Dna: «E dopo?» Il test costa mille dollari pronto in 24 ore
Merito della dimensione compatta ed economica della macchina che decodifica i tre miliardi di fattori che compongono il nostro patrimonio genetico: costa 149mila dollari, è grande coma una stampante laser e quindi vendibile a enti di ricerca e strutture ospedaliere di modeste dimensioni. Un business che fa gola a molti, tanto da meritarsi le prime pagine di giornali economici internazionali come il Wall Street Journal e il Financial Times, che potrà far fare un salto di qualità alla medicina personalizzata e alle terapie genetiche, ma che nasconde anche molti rischi etici.
Contrario a questo tipo di approccio che “può diventare una cosa pericolosissima” stravolgendo una branca della medicina che invece “va verso il miglioramento della qualità delle terapie” è Maurizio Simmaco, ordinario di Biologia Molecolare della Sapienza di Roma, alla guida del Laboratorio di Diagnostica molecolare avanzata del Sant'Andrea di Roma e segretario della neonata Simep, la Società Italiana di Medicina Personalizzata . Lerrore “pericolosisimo" è pensare che un test del Dna si esaurisca ad un elenco di malattie, “sottovalutando invece le condizioni ambientali che nel corso della vita agiscono su questi fattori e facendo emergere drammaticamente il rischio per la salute psicologica dell’individuo o l’uso che qualcuno ne può fare in maniera discriminatoria”, continua Simmaco: “Pensiamo a cosa può accadere ai genitori che ricevono a casa un test del genoma del proprio bambino fato via web e si convincono che loro figlio si ammalerà".
L’uso virtuoso nei laboratori già c’è: si chiama medicina personalizzata. “Lo sviluppo di tecniche genetiche mirate nei reparti di oncologia, come avviene al Sant’Andrea - dice Simmaco - consente di individuare i farmaci che vengono metabolizzati senza effetti collaterali e reazioni avverse per i pazienti. Un vantaggio per la persona e i suoi familiari, ma anche per il Servizio sanitario nazionale che può trarne vantaggi economici cospicui”. Quello a cui stiamo assistendo, ricorda Simmaco, "è una rapida discesa dei prezzi per quanto riguarda la genomica, che assomiglia molto a quanto accade in altri settori come l'informatica o la telefonia".
Per il futuro, quindi, dobbiamo aspettarci un incremento di queste attività. "E senza una regolamentazione in merito in Europa", interviene Giovanni Boniolo, professore di Filosofia della Scienza e Medical Humanities dell'Università di Milano e della Semm, la Scuola superiore di medicina molecolare del Campus Ifom-Ieo . "Negli Usa c'è una legge che vieta l'uso discriminatorio di questo tipo di dati, ad esempio in ambito lavorativo e assicurativo, mentre in Europa non c'è, anche se sarebbe auspicabile che ci si arrivasse presto". In gioco, infatti, non c'è solo l'utilizzo dei sensibili, "non è solo una questione di privacy, insomma", aggiunge Boniolo", ma anche "sull'affidabilità di chi conduce e realizza questi tipi di test". Per questo, conclude l'esperto, "stiamo assistendo ad un passaggio dal patient al client in questi settori che sta cambiando drammaticamente il rapporto con la medicina, per questo c'è bisogno di un doppio binario giuridico che tuteli entrambi".
(aggiornato il 11-01-2012)
| < Prec. | Succ. > |
|---|



