Per l'Italia che si appresta ad affrontare la sfida del federalismo sono due le possibili ciambelle per aiutare il Ssn a navigare in acque sicure: più investimenti infrastrutturali al Sud per riuscire a colmare il gap con il Nord. E i fondi integrativi sanitari per cercare di disinnescare la bomba dei costi sanitari che nel 2050 raggiungeranno i 400 miliardi. «La salute è un pezzo importante dell'economia italiana, ma se non facciamo nulla rischia di diventare la voce numero uno dei conti pubblici, e questo lo dico con preoccupazione», ha spiegato Corrado Passera, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, intervenuto al Convegno di oggi su 'Federalismo, rispetto delle regole e crescita . «Se i trend in corso passano automaticamente da 115 miliardi a 400 miliardi, dal 7,5% di peso sul Pil al doppio, - ha proseguito riferendosi alle stime per il 2050 - allora rischiamo di avere una componente dell'economia italiana non sostenibile, proprio in uno dei settori più importanti per la vita della gente». Per renderla sostenibile, è necessario, dunque, affidarsi - ha concluso Passera - a un sistema multipilastro, che preveda un ruolo centrale per i fondi sanitari integrativi.