Roma. - Sono 200mila i malati di Parkinson in Italia ai quali, ogni anno, si aggiungono tra gli 8 e i 12mila nuovi casi. La malattia si manifesta generalmente intorno ai sessant'anni, anche se puo' colpire anche prima dei quaranta e, raramente, prima dei venti. Caratterizzato dalla degenerazione e dalla morte dei neuroni produttori di dopamina, i disturbi del Parkinson diventano evidenti quando il patrimonio neuronale scende al di sotto del 30%, causando tremore, instabilita', rigidita' e perdita di equilibrio. Il Parkinson - ha affermato il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, intervenendo a un convegno su questa patologia in corso a Roma - e' un paradigma di come dovrebbero essere trattate alcune malattie sul territorio. Cioe' con valutazione multidimensionale, diagnosi con metodologie complesse e sofisticate, terapie. Il Parkinson infatti - ha aggiunto - al contrario di altre malattie neurologiche, ha terapie chirurgiche, stimolazione profonda, cellule staminali, terapie mediche e riabilitazione. Offre quindi l'opportunita' di articolare i percorsi diagnostico terapeutici garantendo cosi' la continuita' assistenziale .