Continua a salire la febbre del debito del servizio sanitario nazionale verso i fornitori privati. Aziende che assicurano prodotti e servizi decisivi per far marciare la macchina della sanità pubblica, dai farmaci alle Tac, dalle siringhe ai servizi di lavanderia e sterilizzazione, dalle mense alle pulizie dei reparti all'autonoleggio fino alla gestione delle apparecchiature informatiche. Prodotti (e servizi) che arrivano negli ospedali e nelle Asl, spesso dopo aste al ribasso estremo e poco trasparenti, ma che vengono pagati con ritardi da fallimento. Per le imprese. Altro che i canonici 30 giorni europei. Un mito irraggiungibile. In Calabria i privati possono aspettare anche 877 giorni, 2 anni e cinque mesi; in Molise si resta in coda anche 776 giorni, due anni e un mese prima di veder onorato il credito.