ROMA, 21 FEB - Minore assunzione di farmaci, ricorso ai trattamenti riabilitativi limitati e, soprattutto, ritorno piu' veloce alla vita attiva. In sostanza miglior qualita' della vita e minori spese assistenziali. Sono questi i principali risultati che emergono dalla ricerca ''Chirurgia protesica e artroscopica: overview dei dati di alcune strutture ospedaliere italiane'', promossa dalla Societa' Italiana di Ortopedia e Traumatologia (SIOT) e dalla Societa' Italiana di Artroscopia (SIA) e presentati questa mattina a Roma. L'indagine dimostra, ha spiegato Marco D'Imporzano, presidente Siot, ''che i pazienti sottoposti ad intervento chirurgico (protesico e artroscopico), negli anni successivi all'operazione ricorrono alle cure con minor frequenza e in maniera progressivamente decrescente rispetto al periodo antecedente l'intervento''. Nel caso di impianti di protesi, i costi diretti della malattia nei tre anni successivi all'intervento rispetto all'anno precedente si abbattono, sia in termini di trattamenti farmacologici che di prestazioni specialistiche, rispettivamente del 73% e del 59%. Mentre sul fronte dell'artroscopia si osserva una riduzione del costo diretto di malattia del 56% per i trattamenti farmacologici. Infine lo studio evidenzia, per i successivi 3 anni, la bassa percentuale (intorno al 5-10%) di ricorso ad una seconda operazione.
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