MILANO, 7 FEB - Identificate le 'super-cellule' per rigenerare il cuore. A farlo due giovani ricercatori rientrati in Italia dagli Usa, dell'Istituto di biologia cellulare e neurobiologia del Cnr e dell'Irccs MultiMedica di Milano, che hanno dimostrato che i cardiomiociti, le cellule del cuore, possono essere una fonte di cellule staminali con caratteristiche 'differenziative' vantaggiose rispetto ad altre staminali. La ricerca e' stata pubblicata sulla rivista 'Cell Death and Differentiation'. ''I cardiomiociti hanno capacita' proliferative minime, se non assenti - spiegano Roberto Rizzi e Claudia Bearzi, i due ricercatori - e cio' significa che in seguito a danno ischemico cardiaco, come con l'infarto, si crea una cicatrice, riducendo la capacita' funzionale del cuore. Una situazione nota come scompenso cardiaco. Il nostro lavoro ha dimostrato che, introducendo geni fetali nel genoma di cardiomiociti post-natali, si possono ricondurre queste cellule gia' differenziate ad uno stato embrionale''. Una volta ottenute le staminali dai cardiomiciti, queste sono state poi indotte a differenziarsi nuovamente in cellule cardiache. La ricerca ha messo in evidenza che le cellule multipotenti indotte, ottenute dai cardiomiociti, hanno una capacita' maggiore di ridiventare nuovamente cellule cardiache contrattili, rispetto ad altre cellule staminali, e ne ha definito le basi molecolari stabilendo che questa 'memoria' dipende da pochi geni. ''Questa ricerca - concludono - apre la possibilita' di utilizzare i cardiomiociti come cellule staminali cardiache, passando per lo stadio embrionale. Grazie alle loro capacita' differenziative, queste cellule potranno essere utilizzate per la riparazione del miocardio danneggiato''.
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