ROMA, 28 DIC - La sclerosi multipla lascia una 'firma' nel sangue e grazie alla scoperta di questo codice che e' diverso per uomini e donne, presto si potrebbe arrivare ad una diagnosi precoce, attraverso un semplice prelievo di sangue. A scoprire il 'codice a barre' di questa malattia neurodegenerativa, per la quale oggi non esiste cura, e' stato un gruppo di ricerca italiano dell'Istituto San Raffaele di Milano, coordinato da Cinthia Farina. Nel team lavora anche Marco Di Dario, un giovane ricercatore che ha ricevuto una borsa di studio della Fondazione Italiana Sclerosi Multipla (Fism). Lo studio, cha ha valutato piu' di 20 mila geni, e' stato pubblicato sul Journal of Autoimmunity ed ha descritto un meccanismo patogenetico cioe' un processo che porta allo sviluppo della malattia, legato alla trascrizione genica dipendente dal fattore di trascrizione SP1. Da una sperimentazione in vitro ed in vivo e' stato osservato che, nel modello animale l'inibizione di SP1 migliora in maniera significativa il decorso della malattia. ''E' un lavoro di medicina traslazionale molto innovativo - afferma Cinthia Farina responsabile del laboratorio di immunobiologia delle malattie neurologiche dell'Istituto di Neurologia Sperimentale del San Raffaele - poiche' per la prima volta e' stato usato nell'analisi di genomica funzionale un approccio di medicina di genere. Questo ci ha consentito di ottenere marcatori in grado di distinguere in maniera molto precisa i malati dalla popolazione sana. Andando avanti sara' possibile capire da un prelievo di sangue se una persona e' affetta da sclerosi multipla oppure no''.
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