Bruxelles, 19 dic. - Un'indagine europea chiarisce i benefici della terapia di risincronizzazione cardiaca nello scompenso cardiaco: sostanziali miglioramenti nei sintomi e aumento della sopravvivenza. Studi clinici su larga scala hanno evidenziato l'effetto benefico della terapia di risincronizzazione cardiaca (CRT), ora raccomandata nelle linee guida principali europee e americane per il trattamento e la prevenzione dello scompenso. La ricerca promossa dalla Commissione europea CRT Survey che ha pubblicato i risultati sull'European Journal of Heart Failure, sostiene che la CRT effettivamente riduce i tassi di morte e il numero di ri-ospedalizzazioni tra i pazienti con insufficienza cardiaca. In effetti, dopo un anno di indagine a maggior parte dei pazienti che avevano ricevuto un dispositivo CRT ha considerato i propri sintomi migliorati rispetto alle valutazioni relative al periodo del pre-impianto. L'indagine - iniziativa congiunta dell'Heart Failure Association e dell'European Heart Rhythm Association of the European Society of Cardiology (ESC) - ha raccolto informazioni su piu' di 2000 pazienti in 141 centri in 13 Paesi europei. Lo scopo era valutare l'effetto della CRT su tre elementi: gravita' dei sintomi cardiovascolari, ri-ospedalizzazione e sopravvivenza. Il campione comprendeva soggetti con scompenso cardiaco, con fibrillazione atriale e precedentemente trattati con pacemaker o altri dispositivi. Analisi dei dati dell'indagine hanno mostrato che in un anno in media l'81 per cento ha registrato un miglioramento di auto-valutazione dei sintomi (con il 16 che non dava nessuna variazione e il 4 che registrava un peggioramento). L'indagine ha anche rilevato che quasi il 25% dei soggetti era morto o era stato nuovamente ricoverato entro i 12 mesi di follow-up. Questo risultato (il cui tasso e' coerente con quello che si trova negli studi clinici) e' direttamente associato alla gravita' della diagnosi di insufficienza cardiaca, alla pre-esistenza di fibrillazione atriale (o altre malattie cardiache) e al tipo di dispositivo di risincronizzazione cardiaca impiantato. I pazienti impiantati con un solo dispositivo di stimolazione (CRT-P) avevano piu' alti tassi di mortalita' rispetto a quelli il cui dispositivo aveva un ulteriore defibrillatore (CRT-D). Nigussie Bogale dello Stavanger University Hospital in Norvegia, autore della ricerca, commenta: E' il piu' grande studio che evidenzia le differenze tra CRT-D e CRT-P. L'uso di avanzati dispositivi CRT ha acquisito un crescente successo negli ultimi anni e ora sono impiantati su larga scala, in aggiunta alla terapia farmacologica. I due tipi di dispositivi costituiscono una rivoluzione nello scompenso cardiaco . Uno studio citato come una delle piu' recenti linee guida sullo scompenso cardiaco nel 2009 ha rilevato che in Europea il numero di fissaggi CRT e' passato dai 46 milioni del 2004 ai 99 del 2008.
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