Abuja, 22 nov. - L'Aids fa meno paura in Africa grazie alla diffusione della cultura della prevenzione e al maggior accesso ai nuovi trattamenti per curare la malattia. Secondo l'ultimo rapporto di UnAids, nel 2010 la mortalita' e' calata del 21 per cento rispetto al record storico toccato nel 2005. Per l'organizzazione delle Nazioni Unite la riduzione e' dovuta all'aumento delle cure somministrate ai pazienti: solo tra il 2009 e il 2010 si e' assistito a un incremento del 20 per cento, mentre oramai il 50 per cento dei 34 milioni di africani malati di Aids si sottopone a programmi di cura. Tradotto in cifre ancora piu' chiare, emerge che i trattamenti somministrati ai pazienti hanno evitato la morte di 700mila persone nel 2010. Crolla anche il contagio, ridottosi nello scorso anno del 21 per cento rispetto al 1997, a sua volta l'anno di maggior diffusione della malattia. Nel 2010 UnAids stima che ci sono state 2,7 milioni di nuove infezioni, contro le 3,7 milioni del 1997 e le 2,2 del 2005. La contrazione del contagio si spiega soprattutto con la maggior conoscenza della malattia, e in questo senso gioca un ruolo importante la massiccia campagna informativa varata da quasi tutti i governi africani, e la maggior propensione all'utilizzo dei preservativi. Il rapporto cita, tra gli altri, il caso di maggior successo nel contrasto all'Aids: la Namibia. In questo Paese si garantisce un trattamento adeguato al 90 per cento dei pazienti, il 75 per cento della popolazione utilizza il condom, le nuove infezioni sono crollate su base annua del 60 per cento nel 2010.
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