Londra, 4 ott. - I depressi hanno il 'circuito dell'odio' del cervello meno attivo rispetto agli altri. La ricerca e' stata condotta dalla University of Warwick e pubblicata sulla rivista Molecular Psychiatry. Gli scienziati hanno scansionato l'attivita' cerebrale di 39 soggetti depressi usando la risonanza magnetica funzionale per immagini e hanno scoperto che esistono significative differenze fra il comportamento del cervello dei depressi e quello delle persone che non soffrono di questa patologia. La maggiore differenza e' stata osservata, appunto, nel cosiddetto 'circuito dell'odio' che coinvolge tre regioni cerebrali: giro frontale superiore, insula e putamen. Altre differenze si presentano invece in quelle aree legate al rischio e alla risposta alle azioni, alla ricompensa e alle emozioni e infine all'attenzione e alla memoria. Il circuito dell'odio fu individuato per la prima volta nel 2008: si tratta di un circuito che sembra connettere le tre aree cerebrali e che si attiva quando le persone osservano soggetti che essi odiano. I ricercatori hanno scoperto che, appunto, i depressi mostrano nel 92 per cento dei casi un malfunzionamento di questo circuito, con una sorta di 'sganciamento' che ne impedisce la corretta attivazione. I risultati sono chiari, ma noi sappiamo anche che i depressi sono spesso caratterizzati da sentimenti come il disgusto di se', quindi l'odio verso se stessi, e non ci sono ovvie indicazioni che siano meno propensi degli altri a odiare. Una possibilita' potrebbe essere il fatto che la malattia ha peggiorato la loro capacita' di esercitare controllo nelle situazioni sociali e imparare dalle situazioni sociali e da altre situazioni che provocano sentimenti di odio verso se stessi o verso gli altri ha spiegato Jianfeng Feng, che ha condotto la ricerca.
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