Londra, 4 ott. - Proviamo empatia per chi soffre, ma solo se ci e' simpatico. Le persone che si trovano intorno a un paziente che sta soffrendo, ma che gli e' antipatico, sono infatti percettivamente meno in sintonia con il suo dolore. Lo studio dell'Universita' di Gand, in Belgio, e' stato pubblicato sulla rivista Pain. Il gruppo di ricercatori guidato da Geert Crombez ha coinvolto 40 volontari - 17 uomini e 23 donne - a cui sono state prima mostrate delle immagini relative a sei diversi pazienti descritti con semplici didascalie in senso negativo (egoista, ipocrita, o arrogante), neutro (fedele alla tradizione, riservato o convenzionale) e positivo (fedele, onesto o amichevole). I partecipanti hanno poi osservato dei video in cui i pazienti sottoposti a una visita fisioterapica standard: durante il filmato, i sei pazienti apparivano in chiaro stato di sofferenza per dolori a una spalla. In particolare sono stati proiettati otto frammenti di brevi video di 2 secondi di durata per ciascun paziente, per un totale di 48 diversi frammenti. Dopo ogni frammento video, i volontari sono stati invitati a votare la gravita' del dolore del paziente mostrato secondo una scala che andava da ''nessun dolore'' a ''dolore grande come mostrato con evidenza''. Successivamente, ai partecipanti e' stato anche chiesto di esprimere una valutazione circa la 'simpatia' del paziente, cioe' se era percepito come umanamente gradevole o sgradevole. Dallo studio e' emerso che i pazienti associati a tratti negativi vedevano il proprio dolore stimato come meno intenso rispetto a quelli che invece erano considerati simpatici: questi ultimi, infatti, erano compatiti con maggiore, e piu' autentica, intensita'.
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