Roma, 27 lug. - Esiste una forma di Alzheimer ereditaria molto rara che colpisce generalmente in eta' precoce rispetto alla media. Nasce da una mutazione genetica che garantisce che una persona sviluppera' la malattia, anche se solo un genitore la trasmette. Nella stragrande maggioranza dei casi di Alzheimer, tuttavia, la malattia insorge attraverso una complessa interazione di fattori genetici e ambientali che rimane ancora poco chiara. Su questi pazienti si e' concentrato lo studio di Randall Bateman, docente della Washington University School of Medicine al fine di trovare dei biomarcatori in grado di rilevare con anticipo l'esordio della malattia. I risultati dello studio, appena presentati alla Alzheimer Association International Conference di Parigi sembrano promettenti. Secondo quanto scrive l'Osservatorio Malattie Rare sembrerebbe infatti che misurando alcuni specifici cambiamenti chimici nel cervello si possano cogliere i segnali della malattia addirittura 20 anni prima della comparsa dei primi sintomi. Per ora i risultati dello studio possono essere applicati solo a una piccola frazione - meno dell'1 per cento - dei malati di Alzheimer, quelli appunto affetti dalla variante rara.
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