Bologna, 18 lug. - Meglio un colpo secco e verticale, come su una natica, o un ingresso delicato e radente come in un prelievo di sangue? In attesa di scoprire 'per cosa', c'e' gia' chi si chiede 'come' usare quelle minutissime 'siringhe molecolari' rappresentate dai nanotubi di carbonio. Con un diametro piu' piccolo di un milionesimo di millimetro (nanometro) e una lunghezza massima di alcuni millimetri, e' venuto subito spontaneo pensare a questi tubicini impalpabili - i piu' piccoli mai realizzati dall'uomo - come a potenziali aghi con cui iniettare farmaci o geni all'intero di cellule malate. E se siringhe devono essere, meglio allora ragionare sin d'ora su come usarle. Non ha dubbi, al riguardo, un gruppo di ricercatori del dipartimento Ciamician dell'Universita' di Bologna (Unibo). Il modo piu' facile e naturale per penetrare una membrana cellulare con un nanotubo di carbonio, nella sua forma piu' semplice, e' con un'inclinazione radente alla superficie della membrana stessa. Come fa l'infermiera quando deve prendere una vena, insomma. Nell'ingresso radente, infatti - ha spiegato Siegfried Hofinger (Unibo) - si raggiunge l'equilibrio energetico piu' favorevole .
Fonte