ROMA, 25 NOV - Potrebbero essere presto disponibili nuovi test sull'Artrite Reumatoide e la Sclerodermia, patologie reumatiche fortemente invalidanti che colpiscono principalmente le donne. Grazie ai biomarkers e', infatti, possibile prevedere lo sviluppo delle due patologie, valutarne l'aggressivita' e la risposta al trattamento farmacologico e, di conseguenza, ottimizzare i costi socio-economici ad essa connessi. E' quanto e' emerso dal XLVIII Congresso Nazionale della Societa' Italiana di Reumatologia, in corso a Rimini (fino al 26 novembre), dove sono stati presentati i risultati di due nuovi studi italiani. ''Molte malattie reumatiche - spiega Nazzarena Malavolta, responsabile del Centro di Reumatologia dell'AO Universitaria S. Orsola-Malpighi di Bologna - hanno uno sviluppo su base autoimmune con una componente genetica importante nel determinare la suscettibilita' allo sviluppo della malattia''. Di qui l'impegno ad identificare marcatori, genetici e non, in grado di predire come evolvera' la patologia. ''I due studi italiani - conclude - individuano alcuni biomarkers che potrebbero offrire risposte utili sulla severita' della malattia e sulla tipologia di risposta del paziente ai trattamenti con i nuovi farmaci, tra cui i biotecnologici, consentendo di definire il trattamento piu' adeguato e di ottimizzare la spesa sanitaria, evitando gli sperperi''.
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