RIMINI, 11 NOV - Il 20% di epatiti non causate da nessuno dei virus noti e diffusi in Italia e' provocato dal virus E. Secondo i microbiologi clinici, percio', anche in Italia la diagnosi di epatite a trasmissione alimentare non puo' fermarsi all'epatite A ma deve anche prendere in considerazione l'epatite E. E' questo il richiamo lanciato a Rimini nella terza e ultima giornata dei lavori del Congresso nazionale dell'Amcli Associazione Microbiologi Clinici Italiani. Le epatiti virali sono infezioni causate da almeno 5 virus diversi e, quello scoperto piu' di recente, e' il virus dell'epatite E (Hev) che si trasmette per via oro-fecale. Fino a pochi anni fa, questo patogeno circolava principalmente nel sud est asiatico e nei Paesi africani dove causava vaste epidemie, tramite contaminazione dell'acqua potabile e degli alimenti. Negli ultimi tempi, invece, l'infezione e stata diagnosticata in Europa, in persone di ritorno da soggiorni in aree endemiche mentre si iniziano ad osservare casi anche in pazienti che non si sono mai recati all'estero. La prevalenza di anticorpi contro l'epatite E in Europa dall'1% al 6%, dimostrando una circolazione del virus non più sottovalutabile, dicono i microbiologi.
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