ROMA, 14 NOV - In Italia sono troppo poche le persone che scelgono il trapianto di rene da vivente, una pratica che vede protagoniste soprattutto le donne, mentre i riceventi sono in maggioranza uomini. Del problema si e' parlato a Roma, in un convegno organizzato dal Centro Nazionale Trapianti e dall'ospedale Pediatrico Bambino Gesu'. Da noi abbiamo 3 donatori viventi di rene per milione di abitanti - spiega Alessandro Costa, direttore del Cnt - un numero molto basso, che deve arrivare almeno ai 4,4 della Francia. Le donne sono il 69% dei donatori, mentre i riceventi sono per il 66% maschi. Si deve sapere che l'intervento e' sicuro, che si viene seguiti anche dopo la donazione, e che l'avere un rene solo non impedisce nessuna attivita' . Durante la conferenza e' stata presentata anche una brochure realizzata dagli organizzatori per sensibilizzare operatori e pazienti sul tema: Noi abbiamo visto che con un piano strategico che spinge sulla comunicazione, e coinvolgendo personale qualificato, dai medici alle infermiere - ha spiegato Massimiliano Raponi, direttore sanitario del Bambino Gesù - si possono ottenere degli ottimi risultati . Il problema riguarda anche le istituzioni, secondo il senatore Ignazio Marino (Pd): C'e' stato un ritardo inaccettabile nel nostro paese da parte delle istituzioni nell'informare i cittadini sul trapianto da vivente - ha affermato - mi chiedo se i cittadini sapessero che un bambino potrebbe evitare di entrare nell'inferno della dialisi con un rene donato da un parente quanti si tirerebbero indietro .
Fonte