Il farmaco anti-melanoma vemurafenib, un inibitore del gene BRAF approvato in via preliminare in Europa e in via definitiva negli Usa, pu accelerare lo sviluppo di tumori cutanei non melanomi in alcuni pazienti, ma non lui la causa di questi tumori secondari. Nei pazienti trattati con vemurafenib sarebbe quindi utile studiare la mutazione del gene RAS che la causa di questi tumori secondari. A suggerirlo uno studio internazionale pubblicato sul New England Journal of Medicine.
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