Eiaculazione ed orgasmo: i principali disturbi
Nel linguaggio comune e nell’immaginario collettivo, l’eiaculazione è sempre associata all’esperienza dell’orgasmo, ma in effetti non è sempre così. La fase della risposta orgasmica maschile (eiaculazione più orgasmo) può manifestare svariate disfunzioni che possono compromettere sia la fase dell’orgasmo che la fase dell’eiaculazione, con modalità a volte disgiunte, creando notevoli quote d’ansia sia nell’uomo, che nella sua partner.
Tra le disfunzioni più frequenti, annoveriamo:
- eiaculazione precoce,
- anorgasmia coitale,
- aneiaculazione anorgasmica,
- eiaculazione retrograda,
- orgasmo secco o orgasmo senza eiaculazione,
- eiaculazione ritardata,
- eiaculazione anestetica,
- eiaculazione dolorosa.
Eiaculazione precoce
L’eiaculazione precoce è sicuramente una delle disfunzioni sessuali maschili che più frequentemente abita le stanze da letto degli italiani, trasformando l’intimità in una sorta di automatismo scarsamente appagante e soddisfacente per singolo e coppia.
L’ “aspetto diagnostico” dell’eiaculazione precoce è estremamente complesso, sia per quel che riguarda la riluttanza e la riservatezza del paziente e della coppia nell’esporre le proprie difficoltà, che per quell’aspetto di soggettività che riguarda l’esperienza di precocità.
E’ indispensabile, ai fini diagnostici, investigare
- il tempo oggettivo dell’eiaculazione,
- il tempo di latenza dell’eiaculazione intra-vaginale, detto IELT (tempo trascorso tra l’introduzione del pene in vagina e l’eiaculazione),
- l’esperienza soggettiva della capacità di controllo,di soddisfazione del paziente e della partner e la variabile associata alla preoccupazione ed ansia ed alle dinamiche della relazione in cui si manifesta.
Per quanto riguarda le cause, in ambito sessuologico, si parla di multifattorialità: si individuano diverse cause, a vari livelli (personali, di coppia, iatrogeni, da cattivo apprendimento sessuale, generali, psicologici, intrapsichici) che interagendo tra di loro producono e mantengono il disturbo clinico.
L’eiaculazione precoce, se non trattata, diventa gradualmente la protagonista della vita dell’uomo e della sua compagna, uscendo dalla camera da letto per dilagare in ogni angolo della loro stessa esistenza .
Avere la consapevolezza del disagio e della non risolvibilità della disfunzione senza un’adeguata terapia psico-sessuologica, è il primo passo in avanti verso la guarigione.
La latitanza diagnostica ha come effetto collaterale immediato la cronicizzazione della disfunzione, compromettendo e danneggiando singolo e coppia, talamo e tanti altri ambiti della vita di coppia.
L’approccio terapeutico più consono all’eiaculazione precoce in assenza di fattori organici prevede:
- counseling psico-sessuologico,
- psicoterapia,
- terapia di coppia ad orientamento sessuologico (TMI),
- trattamento integrato (farmacoterapia e terapia mansionale),
- farmaci al bisogno.
Ottimale sarebbe però un lavoro mirato e caleidoscopico, adatto alla storia clinica e sessuale del paziente e della coppia.
Una diagnosi non completa ed una terapia che non affronti le cause nella loro globalità possono costituire un fattore di mantenimento del disturbo nel tempo, anziché la risoluzione della disfunzione.
La natura multidimensionale della sessualità umana è tale da imporre un inquadramento ed un approccio terapeutico integrato”al paziente\coppia, portatore di un disturbo sessuologico.
Eiaculazione anestetica
L’eiaculazione anestetica è una disfunzione sessuale maschile poco conosciuta in clinica, ma dolorosamente frequente nella vita intima di molti uomini.
Questa disfunzione potrebbe essere considerata un’eiaculazione parzialmente ritardata, ma in realtà ha caratteristiche leggermente differenti, è infatti caratterizzata da una dissociazione tra l’emissione del liquido seminale e l’orgasmo. Il liquido seminale viene emesso senza che l’uomo che ne soffre possa rendersene conto, non avvertendo ne le contrazioni orgasmiche, ne l’esperienza soggettiva di piacere.
Escluse rare ma possibili cause organiche, il disturbo è quasi sempre psicogeno e viene annoverato tra “i disturbi del piacere maschile”.
Durante i primi colloqui psico-sessuologici, l’uomo lamenta la non corrispondenza tra il piacere percepito e la fuoriuscita del liquido seminale, non rendendosi spesso conto di cosa gli stia accadendo; si percepisce asettico rispetto alle emozioni in generale e spesso si imbatte in un accanimento autoerotico, avente il significato di verifica della sua funzionalità orgasmica.
Diventa indispensabile evitare diagnosi fai da te, vagabondaggi nell’etere e strategie soggettive ai fini di risolvere la disfunzione sessuale.
Una diagnosi andrologica ed una consulenza psico-sessuologica rappresentano la strada maestra verso diagnosi e terapia mirata e risolutiva del disagio sessuale.
Aneiaculazione anorgasmica
Questa disfunzione sessuale maschile viene caratterizzata dall’assenza sia della risposta orgasmica che dell’eiaculazione.
Questo disturbo solitamente si manifesta in maniera isolata, nel senso che non compromette la normale fase del desiderio sessuale e dell’erezione, garantendo coiti prolungati e soddisfacenti per la partner.
In clinica questa disfunzione si credeva essere alquanto rara e scarsamente frequente nella casistica degli studi, soltanto successivamente, con l’avvento dei centri di riproduzione assistita e con il crescente aumento di coppie infertili, questa dolente e silente disfunzione sessuale ha trovato il “luogo” consono per essere adeguatamente riconosciuta e trattata.
Le forme cliniche del disturbo sono svariate, può infatti essere
- primario, cioè essersi manifestato sin dall’inizio dell’attività sessuale del paziente,
- secondario, cioè manifestarsi dopo un periodo di salute sessuale,
- situazionale, quando l’aneiaculazione si manifesta esclusivamente durante il coito e non durante la fase onirica (sogno).
Il paziente, spesso pur non avendo memoria, va incontro a frequenti polluzioni notturne, che si manifestano in totale assenza di controllo cosciente.
L’etiologia può essere
- organica, nei casi di aneiaculazione anorgasmica secondaria (utilizzo di farmaci psicotropi, interventi chirurgici e patologie midollari),
- psicogena nei casi di aneiaculazione anorgasmica primaria, completa ed incompleta.
Le disfunzioni sessuali maschili compromettono tutte la psiche, l’autostima ed il narcisismo dell’uomo, creando spesso un clima di confusività tra la parte ed il tutto; l’uomo infatti “non ha una disfunzione sessuale, ma è una disfunzione sessuale”, confondendo la parte con il tutto.
Il deficit erettivo è visibile e dolorosamente imbarazzante, quindi spinge il paziente a chiedere un immediato e pronto aiuto al medico di riferimento; l’eiaculazione precoce invece, viene ammantata da un velo di riservatezza e scarsa chiarezza diagnostica, in quanto spesso fluttuante in funzione del vissuto, della capacità di gestione dell’ansia e della partner, l’anorgasmia coitale, si allea invece nell’immaginario collettivo al concetto di potenza sessuale e di durata,transitando spesso nella “latitanza diagnostica e terapeutica”.
Per quanto concerne invece l’aneiaculazione anorganica, un velo di imbarazzo e silente vergogna copre questa disfunzione sessuale ed il paziente stenta ad andare in consultazione, se non in prossimità di un’assenza di concepimento e delle pressioni psicologiche della partner.
Il motivo della consultazione è esclusivamente la salute procreativa, non quella sessuale, legata alla dimensione ludico-ricreativa della sessualità.
L’odierno orientamento dei centri di fecondazione assistita è solitamente quello di effettuare una “diagnosi differenziale” e di non trattare la coppia con un’immediata inseminazione, in quanto colluderebbero con la sintomatologia del paziente, ma di invitare invece la coppia ad una consultazione e terapia psico-sessuologica, propedeutica e necessaria al concepimento ed alla salute sessuale della coppia.
Eiaculazione ritardata
L’eiaculazione ritardata è una disfunzione sessuale molto presente in clinica, ma associata purtroppo ad un percentuale molto bassa di richieste di consultazione, perché correla al concetto di buona funzionalità sessuale, durata e potenza erettiva.
Dalle indagini psico-sessuologiche emerge che il vissuto di questi pazienti è altamente sgradevole, provano infatti estrema fatica nell’eiaculare e nel raggiungimento dell’orgasmo; spesso inoltre il faticoso tragitto sessuale non si accompagna all’esperienza del “piacere sessuale condiviso” e coitale, che tende invece a sostituirsi ad un “piacere esclusivamente solitario”.
La sessualità di questi pazienti è spesso ginnica, estenuante sul piano della fisicità e sensorialità, come una sorta di maratona faticosa e noiosa, scevra di fantasie erotiche e di dimensione giocosa correlata alla sessualità .
L’eiaculazione ritardata generalmente si manifesta esclusivamente durante il coito, inibizione chiaramente correlata all’ ambiente vaginale, luogo altamente simbolico ed investito di tanto altro, rispetto all’erotismo ed al desiderio sessuale. La normale risposta eiaculatoria si può presentare poi durante la masturbazione o il rapporto orale.
Anche questa disfunzione sessuale maschile si allea al concetto di potenza e di durata, ma inficia e destabilizza fortemente la coppia in cui abita, alimentando quote d’ansia nella donna, che non si percepisce abbastanza seduttiva e capace di far provare piacere al proprio compagno.
Un altro disguido orizzontale correlato al questa disfunzione è l’incapacità al concepimento, in quanto questi uomini, sono “impossibilitati”a lasciarsi andare a coiti con eiaculazione intra-vaginale.
Cosa ritarda il raggiungimento del piacere e dell’orgasmo, pur mantenendo una valida erezione, creando un’intimità faticosa, noiosa, quasi ginnica e senza picchi di piacere?
Un Super Io troppo rigido spesso funge da guardiano al fluire dell’eccitazione, a favore di un’auto osservazione cosciente di tutto quello che succede nel corpo, nella mente e nella relazione di questi uomini. Un’altra causa correlata alla disfunzione è indubbiamente una conflittualità all’interno del legame, che rende il coito estremamente difficoltoso ed abitato da grandi quote di ambivalenza.
Un immaginario erotico ipoevoluto spesso è associato ad un quadro di iper-controllo: questi pazienti non conoscono né coltivano il loro immaginario e, tantomeno, lo adoperano durante l’intimità. Altre possibili cause sono invece correlate alla produzione da parte del paziente di particolari pensieri e convinzioni: spesso infatti la sessualità viene percepita come un “atto sporco”, altre volte invece può manifestarsi per la paura di perdere una parte di se (il liquido seminale in alcune religioni viene considerato vitale e non perdibile con l’eiaculato) o ancora per una mancata complicità ed empatia sessuale tra i partner.
Molto spesso questi pazienti concludono questo faticoso e disastroso atto amoroso con l’auto-erotismo, mantenendo così il “controllo emozionale e pulsionale” correlato all’esperienza dell’orgasmo.
Nel tempo, la latitanza diagnostica e terapeutica di questa disfunzione fa sì che si cronicizzi e che nemmeno l’auto-erotismo possa rappresentare una dimensione risolutiva del problema. Nella fase diagnostica il clinico deve valutare sia l’età del soggetto che l’adeguatezza della stimolazione considerandone la localizzazione, l’intensità e la durata.
Diviene indispensabile, durante il colloquio clinico, essere direttivi e garbatamente invasivi, perché solitamente il paziente che soffre di disturbi sessuali, tende a mentire o a glissare su determinate domande del clinico
Una diagnosi certa ed un’adeguata terapia diventano la strada maestra per la risoluzione dell’anorgasmia coitale. Andrologo e psico-sessuologo lavorano in sinergia, sia per quanto riguarda l’aspetto diagnostico che poi terapeutico, restituendo al singolo ed alla coppia, piacere e salute sessuale.
Eiaculazione retrograda
La manifestazione di questo disturbo, di origine organica, consiste nella mancata espulsione del liquido seminale dal pene, che si riversa nella vescica invece che nell’uretra.
Questo disturbo dell’eiaculazione è provocato da danni neurologici o fisici della vescica, mentre i fattori psicologici sono marginali e solo conseguenza della condizione di eiaculazione retrograda.
I soggetti affetti da eiaculazione retrograda hanno la sensazione di eiaculare, raggiungono l’orgasmo, ma hanno una fuoriuscita di sperma minima o del tutto nulla, vissuta con notevoli quote d’ansia e sensazioni di inadeguatezza.
La frequenza di questo disturbo è spesso sottostimata, in quanto esso insorge spesso in età avanzata, quando non vi sono più esigenze procreative.
Tra le possibili cause dell’eiaculazione retrograda, sono segnalate le malattie come il diabete mellito, gli esiti di interventi chirurgici di prostatetcomia o all’aorta addominale e l’uso di farmaci antipsicotici
Eiaculazione dolororosa.
L’eiaculazione dolorosa è un disturbo abbastanza frequente, spesso si manifesta come effetto secondario alle infezioni ed alle stenosi dell’uretra, alle infezioni prostato-vescicali ed alle orchiti.
Nella metà della casistica ci troviamo di fronte ad etiologia psicogena o mista.
L’eiaculazione dolorosa appartiene dal punto di vista diagnostico alla “dispareunia maschile”, detto comunemente coito doloroso.
Una precoce ed adeguata diagnosi clinica di tipo andrologico, ed una terapia mirata, oltrepassano il muro del silenzio e della vergogna e restituiscono all’uomo la capacità d’amare senza censure e disagi.
Articolo a cura della Dottoressa Valeria Randone
Fonte http://feedproxy.google.com/~r/FarmacoECura/~3/LvbTfrNkXHY/
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