Delirio: sintomi, cause, cure
Introduzione
Il delirio è un disturbo mentale serio in cui il paziente perde consapevolezza di ciò che lo circonda ed entra in stato confusionale. Il delirio, di solito, compare all’improvviso, e può durare per alcune ore od alcuni giorni.
Il delirio di norma può essere ricondotto a uno o più fattori scatenanti, come le patologie gravi o croniche, l’assunzione di farmaci, l’intervento chirurgico o l’abuso di alcool o droghe.
I sintomi del delirio e della demenza sono simili, e i suggerimenti dati al medico dai familiari o da chi assiste il paziente possono essere fondamentali per arrivare a una diagnosi corretta.
Cause
Il delirio si verifica quando ci sono alterazioni o problemi nel normale processo di invio e ricezione dei segnali cerebrali. I problemi, con ogni probabilità, sono causati da una serie di fattori che rendono vulnerabile il cervello e di fattori che provocano il malfunzionamento dell’attività cerebrale.
Tra i fattori che possono rendere i pazienti maggiormente soggetti al delirio ricordiamo:
- demenza,
- età avanzata,
- limitazione nello svolgimento delle attività quotidiane,
- problemi alla vista o all’udito,
- alimentazione insufficiente o disidratazione,
- malattie gravi, croniche o terminali,
- compresenza di diverse patologie e disturbi,
- HIV/AIDS,
- Terapia con diversi farmaci,
- Abuso di alcol o droghe.
Tra i fattori che scatenano frequentemente il delirio nei pazienti già soggetti ricordiamo:
- farmaci,
- assunzione contemporanea di diversi farmaci,
- interventi chirurgici,
- patologie improvvise e gravi,
- infezioni,
- abuso di alcool,
- uso di droghe,
- astinenza da alcol o droghe,
- stress emotivi,
- diverse procedure mediche,
- ricovero in terapia intensiva.
Molti farmaci sono in grado di provocare il delirio; tra di essi ricordiamo:
- sonniferi,
- narcotici,
- antidepressivi,
- farmaci per il morbo di Parkinson,
- antispastici o anticonvulsivanti,
- farmaci per le allergie.
Sintomi
I sintomi del delirio di solito compaiono all’improvviso e durano per poco tempo, da alcune ore ad alcuni giorni; di norma l’intensità dei sintomi varia nel corso della giornata.
Il paziente, quindi, può avere periodi in cui non presenta alcun sintomo. Tra i principali ricordiamo:
- Diminuzione della consapevolezza e della coscienza del mondo circostante:
- incapacità di rimanere concentrati,
- smarrimento,
- Fissazione su un’idea, anziché sul contenuto delle domande o della conversazione,
- Facilità di distrazione con cose o argomenti poco importanti.
- Diminuzione della memoria, soprattutto per quanto concerne gli eventi recenti,
- Disorientamento. Incapacità di ricordare dove si è, la propria identità o l’ora e il momento del giorno,
- Difficoltà a parlare o a ricordare le parole,
- Pronunciare discorsi senza senso,
- Difficoltà a capire i discorsi,
- Difficoltà a leggere o a scrivere.
- Vedere cose che non esistono (allucinazioni),
- Agitazione, irritabilità o aggressività,
- Apatia totale o parziale, o scarsa risposta agli stimoli ambientali,
- Disturbi del sonno,
- Emozioni estreme: paura, ansia, rabbia o depressione.
I sintomi connessi al delirio potrebbero essere causati anche da altre patologie, in particolare può essere davvero difficile distinguere tra la demenza e il delirio, anche perché si può soffrire contemporaneamente di entrambi. In realtà la maggior parte dei casi di delirio si verifica nei pazienti affetti da demenza.
La demenza è la diminuzione progressiva della memoria e delle altre capacità cognitive, dovuta alla graduale disfunzione e perdita di neuroni. La causa più frequente della demenza è il morbo di Alzheimer.
Tra le differenze che, nella maggior parte dei casi, aiutano a distinguere i sintomi del delirio e della demenza ricordiamo:
- Comparsa. Il delirio compare all’improvviso, mentre la demenza di solito inizia con sintomi relativamente lievi che peggiorano gradualmente con l’andare del tempo.
- Attenzione. La difficoltà di rimanere concentrati e di mantenere viva l’attenzione peggiora in modo significativo con il delirio. Chi invece è affetto da demenza di solito rimane vigile.
- Variabilità. I sintomi del delirio possono variare in modo significativo, spesso anche durante il corso della stessa giornata. In chi è affetto da demenza, invece, pur vivendo momenti migliori e momenti peggiori durante la giornata, la memoria e le capacità cognitive rimangono più o meno sempre costanti.
Un altro tipo di demenza, la demenza con corpi di Lewy, è più difficile da distinguere dal delirio, perché anch’essa si manifesta con allucinazioni e sintomi variabili.
Quando chiamare il medico
Se un parente, un amico o chi assiste il paziente nota un qualsiasi sintomo riconducibile al delirio, è fondamentale rivolgersi immediatamente ad un medico. Se il paziente è affetto da demenza, dovete tenere presenti i cambiamenti improvvisi del suo livello di attenzione, presenza e impegno. Le vostre impressioni sui sintomi del paziente, nonché le vostre indicazioni sulle capacità cognitive e sulle abilità del paziente, saranno fondamentali per la diagnosi.
Gli anziani ricoverati in ospedale, o residenti presso le case di riposo, sono particolarmente soggetti al delirio. Poiché i sintomi variano di intensità e alcuni di essi, come la depressione o la scarsa reattività, sono “tranquilli”, il delirio può passare inosservato. Se notate i sintomi del delirio in un paziente ricoverato in ospedale o residente in una casa di riposo, riferite le vostre preoccupazioni agli infermieri o al personale, oppure a un medico, anziché pensare che qualcun altro abbia già notato che c’è qualche problema.
Pericoli
Il delirio può durare per alcune ore, oppure anche per settimane o mesi. Se si riesce a risolvere le cause scatenanti, il tempo di guarigione di solito è più breve.
Il fatto che la guarigione sia totale o meno dipende in parte dallo stato di salute fisica e mentale del paziente prima della comparsa del disturbo: chi soffre di demenza, ad esempio, può presentare un declino generale e significativo della memoria e delle capacità cognitive, oppure un declino più rapido delle capacità. Chi ha uno stato di salute migliore ha maggiori probabilità di guarire completamente.
Chi invece soffre di altre patologie gravi, croniche o terminali, può non riuscire a recuperare le capacità cognitive o le abilità funzionali ai livelli che aveva prima del delirio. Le persone gravemente ammalate che soffrono di delirio presentano un rischio maggiore di:
- declino generale dello stato di salute,
- guarigione non completa dopo gli interventi chirurgici,
- necessità di cure ospedaliere o ricoveri,
- aumento del rischio di decesso.
Diagnosi
Il medico giungerà alla diagnosi di delirio basandosi sulle risposte alle domande relative ai problemi di salute passati del paziente, sui risultati dei test dello stato mentale e sull’identificazione dei possibili fattori scatenanti. Tra gli esami da eseguire possiamo ricordare:
- Accertamento dello stato mentale. Il medico inizia controllando che il paziente sia cosciente, vigile e sia in grado di pensare. L’accertamento può avvenire in modo informale, con una semplice conversazione, oppure in modo formale con esami o liste di controllo dello stato mentale, dello stato confusionale, della percezione e della memoria.
- Esami fisici e neurologici. Il medico visita il paziente, andando alla ricerca dei sintomi della disidratazione, di infezioni, dell’astinenza da alcol e di altri problemi. La visita medica può anche essere utile per diagnosticare varie patologie a monte. Il delirio, infatti, può essere il primo o l’unico sintomo di malattie gravi, come l’insufficienza respiratoria o cardiaca. L’esame neurologico (controllo della vista, dell’equilibrio, della coordinazione e dei riflessi) può essere utile per capire se il delirio è causato da un ictus o da altre patologie neurologiche.
- Altri esami. Se il medico, basandosi sulla storia medica del paziente e sugli esami, non riesce a diagnosticare la causa o il fattore scatenante del delirio, può prescrivere gli esami del sangue, delle urine e altri esami diagnostici. Gli esami di imaging del cervello, che richiedono un certo grado di cooperazione da parte del paziente, vengono usati di solito quando non si riesce ad arrivare a una diagnosi sulla base delle altre informazioni in possesso dei medici.
Cura e terapia
La terapia del delirio cerca in primo luogo di risolverne le cause o i fattori scatenanti, ad esempio interrompendo l’assunzione di un certo farmaco o curando l’infezione. La terapia, poi, cerca di creare un ambiente ottimale per guarire l’organismo e calmare il cervello.
Terapia di supporto
La terapia di supporto cerca di prevenire le complicazioni proteggendo le vie respiratorie, fornendo una giusta quantità di fluidi, prevedendo una dieta corretta, assistendo il paziente nei movimenti, alleviando il dolore, cercando di risolvere l’incontinenza e di far orientare i pazienti nell’ambiente che li circonda.
Si sono dimostrati utili diversi semplici approcci non farmacologici:
- Orologio e calendari per dare un orientamento temporale al paziente,
- Ambiente calmo e comodo che comprenda oggetti familiari provenienti dalla casa del paziente,
- Qualcuno che ricordi costantemente al paziente dove si trova e che cosa sta succedendo intorno a lui,
- Coinvolgimento della famiglia,
- Evitare cambiamenti nell’ambiente o delle persone che si prendono cura del paziente,
- Notti di sonno senza interruzioni, con poco rumore e poca luce,
- Apertura delle persiane e delle tende durante il giorno per facilitare l’attenzione durante la giornata e un ritmo sonno-veglia regolare,
- Abolizione delle costrizioni fisiche e dei cateteri vescicali,
- Uso della musica, dei massaggi e delle tecniche di rilassamento per alleviare l’agitazione,
- Opportunità di scendere dal letto, camminare e prendersi cura di se stessi,
- Occhiali, apparecchi acustici e persone che aiutino il paziente a superare gli handicap fisici,
Farmaci
La terapia farmacologica è usata per calmare il paziente solo in caso di grave agitazione o stato confusionale che:
- Impediscono al paziente di effettuare esami o terapie necessarie,
- Mettono in pericolo la sicurezza del paziente o di altre persone,
- Non diminuiscono con terapie non farmacologiche.
I farmaci d’elezione sono gli antipsicotici, in grado di alleviare la disorganizzazione del pensiero che si manifesta con il delirio.
Prevenzione
L’approccio più efficace per prevenire il delirio è quello di combattere i fattori di rischio che potrebbero scatenarlo. L’ambiente ospedaliero rappresenta un’ulteriore sfida: i frequenti cambi di camera, la costrizione fisica, gli interventi invasivi, i rumori forti, la scarsa illuminazione e la mancanza di luce naturale possono far aumentare la confusione.
Tra le strategie che si sono dimostrate efficaci per prevenire il delirio nei pazienti ricoverati in ospedale ricordiamo:
- Comunicazioni semplici e regolari per ricordare al paziente dov’è e che ora è,
- Identificazione regolare di tutte le persone importanti, come i familiari, i medici e gli infermieri,
- Stimolazione dell’attività,
- Esercizi di mobilità e flessibilità,
- Uso ridotto al minimo dei farmaci psicoattivi,
- Sonno ininterrotto,
- Terapie non farmacologiche per la cura dei disturbi del sonno o dell’ansia,
- Adeguato apporto di liquidi e sostanze nutritive,
- Uso degli occhiali, degli apparecchi acustici e degli ausili utili per superare gli handicap visivi o uditivi,
- Terapia del dolore.
Come gestire la situazione
Il paziente affetto da delirio può aver bisogno di lunghi periodi di convalescenza, in una struttura oppure a domicilio. Chi soffre di demenza o di malattie in fase terminale è particolarmente a rischio per quanto riguarda il delirio.
Se siete un parente o una persona che si occupa di un paziente che rischia di soffrire di delirio, o si sta riprendendo da un episodio, potete prendere alcuni provvedimenti per migliorare lo stato di salute del paziente, prevenire le ricadute e gestire le vostre responsabilità.
- Dormire bene,
- Adeguate l’illuminazione interna al momento della giornata
- Incoraggiate il paziente a muoversi e ad essere attivo durante il giorno.
- Prima di andare a dormire, offrite al paziente una bevanda tiepida, rilassante e senza caffeina.
- Trovate un orologio e un calendario e fate riferimento ad essi regolarmente durante la giornata,
- Comunicate con la massima semplicità qualsiasi cambiamento di attività, ad esempio l’arrivo dell’ora di pranzo o dell’ora di andare a letto,
- Tenete a portata di mano gli oggetti familiari e preferiti, ma evitate il disordine,
- Rivolgetevi al paziente con calma,
- Identificatevi e identificate le altre persone regolarmente,
- Evitate le discussioni,
- Tenete i rumori di fondo e le altre distrazioni a un livello minimo,
- Aiutate il paziente a seguire una routine regolare,
- Procurate al paziente gli occhiali e l’apparecchio acustico, e cercate di mantenerli in buone condizioni,
- Date al paziente i farmaci seguendo orari regolari,
- Dategli molti liquidi e fategli seguire una dieta sana
- Promuovete uno stile di vita sano e attivo, con esercizio fisico e attività regolari.
Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno
Fonte http://feedproxy.google.com/~r/FarmacoECura/~3/Kmq7b-1S0k0/
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