Macrolibrarsi.it presenta il LIBRO: Scopri il Segreto della Guarigione di Joachim Faulstich
Donazioni libere
Chi è online?
 8 visitatori online
Statistiche sito
OS : Linux w
PHP : 5.3.3-7+squeeze1
MySQL : 5.1.49-3
Ora : 09:39
Caching : Disattivato
GZIP : Disattivato
Utenti : 1
Contenuti : 8782
Link web : 22
Tot. visite contenuti : 520135
Home Articoli Farmaco e Cura Dialisi peritoneale a domicilio: vantaggi, procedura e rischi

Dialisi peritoneale a domicilio: vantaggi, procedura e rischi

La dialisi peritoneale è una tecnica usata per rimuovere i prodotti di scarto dal sangue quando i reni non sono più in grado di fare correttamente il loro lavoro. Nel corso della dialisi i vasi sanguigni della parete addominale (peritoneo) assolvono alla funzione dei reni, con l’aiuto di un liquido apposito (dialisato) che viene filtrato dallo spazio peritoneale.

La dialisi peritoneale è diversa dall’emodialisi, la procedura di filtraggio del sangue usata con maggior frequenza. La dialisi peritoneale, infatti, può essere eseguita a domicilio del paziente, sul luogo di lavoro oppure anche durante i viaggi. I pazienti devono assumere una minor quantità di farmaci e devono osservare meno restrizioni alimentari rispetto a quelli che si sottopongono all’emodialisi.

La dialisi peritoneale non può essere eseguita da tutti i pazienti che soffrono di insufficienza renale, perchè sono necessarie una certa abilità manuale (oppure una persona che si prenda cura del paziente), nonché la capacità di prendersi cura di se stessi a domicilio.

A che cosa serve

La dialisi peritoneale, nella maggior parte dei casi, viene effettuata per tenere sotto controllo una situazione di insufficienza renale in attesa del trapianto di rene. L’insufficienza renale di solito è causata da una patologia cronica che provoca, con il passare degli anni, un danno ai reni. Tra le cause più diffuse dell’insufficienza renale ricordiamo:

  • diabete,
  • ipertensione (pressione alta),
  • infiammazione renale (glomerulonefrite),
  • infiammazione dei vasi sanguigni (vasculite),
  • presenza di cisti multiple nei reni (sindrome del rene policistico).

Il medico aiuterà il paziente a decidere il tipo di dialisi e l’inizio della procedura basandosi su diversi fattori:

  • Stato di salute generale,
  • Funzionalità renale residua (misurata con gli esami del sangue e delle urine),
  • Preferenze personali,
  • Situazione domiciliare.

La dialisi peritoneale può essere l’opzione migliore se:

  • Il paziente non riesce a tollerare i rapidi cambiamenti dell’equilibrio dei fluidi connessi all’emodialisi. Nel corso dell’emodialisi, infatti, il sangue è pompato verso un’apparecchiatura che lo filtra, e poi lo fa ritornare nell’organismo.
  • Il paziente vuole minimizzare l’impatto della terapia sulla propria vita quotidiana e vuole riuscire a viaggiare o lavorare con maggior facilità.

La dialisi peritoneale può non essere indicata se:

  • Il paziente ha profonde cicatrici dovute ad interventi chirurgici nella zona dell’addome.
  • Il paziente non riesce a prendersi cura di se stesso oppure a domicilio non ha nessuno che si prenda cura di lui.
  • Il paziente soffre di malattia infiammatoria intestinale o di episodi frequenti di diverticolite.

Rischi della dialisi peritoneale

La maggior parte delle persone che si sottopone alla dialisi si trova ad affrontare diversi problemi di salute gravi, tra cui le patologie che causano l’insufficienza renale e l’insufficienza renale stessa. La dialisi serve per aumentare la durata media della vita di molti pazienti, però l’aspettativa di vita per chi deve sottoporsi a questa terapia è purtroppo sempre minore di quella media della popolazione.

Le principali complicazioni della dialisi peritoneale sono:

  • Infezioni. Il problema più frequente per chi si sottopone alla dialisi peritoneale è la peritonite, cioè un’infezione del rivestimento della cavità addominale (peritoneo). L’infezione può anche colpire la zona in cui viene inserito il catetere (tubicino) che permette il passaggio del liquido per la dialisi.
  • Aumento di peso. Il liquido usato per pulire il sangue con la dialisi peritoneale contiene zucchero (destrosio): il paziente quindi può assimilare diverse centinaia di calorie al giorno solo assorbendo parte di questo liquido (dialisato). Le calorie in eccesso possono causare l’iperglicemia se il paziente soffre di diabete.
  • Indebolimento dei muscoli addominali (ernia). I muscoli dell’addome si possono sforzare e indebolire se si trattengono liquidi nell’addome per lunghi periodi.

Procedura

Preparazione

Prima di iniziare ad effettuare la dialisi peritoneale dovrete imparare tutte le fasi della procedura e vi verrà insegnato a usare le varie apparecchiature. Dovrete sottoporvi a un intervento chirurgico per l’impianto del catetere, il sottile tubicino di plastica che permette il passaggio del dialisato dall’addome all’esterno. L’intervento di impianto del catetere sarà eseguito in anestesia locale o generale. Di solito il chirurgo impianta il catetere all’altezza dell’ombelico.

Il chirurgo probabilmente consiglierà di attendere almeno due settimane prima dell’inizio della dialisi, in modo che la cicatrice intorno al catetere possa guarire completamente.

Dialisi peritoneale

Durante la dialisi peritoneale una soluzione liquida sterile (dialisato) passa nel catetere e raggiunge l’addome. La soluzione rimane nell’addome per un periodo di tempo stabilito dai medici (tempo di pausa). Durante il tempo di pausa i rifiuti, le sostanze chimiche ed i liquidi in eccesso contenuti nel sangue attraversano i capillari (minuscoli vasi sanguigni) nella membrana che riveste la cavità addominale (peritoneo) e raggiungono la soluzione, che contiene uno zucchero che attira i rifiuti e i liquidi in eccesso dai capillari del peritoneo verso l’addome. Il paziente può avvertire un leggero gonfiore addominale dovuto alla presenza del liquido sterile, che in generale però è poco fastidioso.

Una volta terminato il tempo di pausa la soluzione, insieme alle sostanze di scarto ricavate dal sangue e dai liquidi in eccesso, passa in un sacchetto sterile. Il processo di riempimento e di svuotamento dell’addome è detto scambio.

A seconda del metodo prescelto per la dialisi peritoneale è previsto un diverso numero di scambi al giorno. I due schemi di scambi usati con maggior frequenza sono: la CAPD (dialisi peritoneale continua) e la CCPD (dialisi peritoneale continua ciclica). Alcuni pazienti usano una combinazione di questi due metodi.

Dialisi peritoneale continua (CAPD)

Con questo tipo di dialisi peritoneale l’addome è riempito con il fluido apposito, che poi viene tolto. La gravità fa muovere il dialisato nel catetere e lo fa entrare e uscire dall’addome del paziente.

Gli scambi comportano le fasi seguenti:

  1. riempimento dell’addome con il dialisato,
  2. accumulo del fluido nell’addome,
  3. fuoriuscita del fluido.

Nel corso della giornata dovrete eseguire tre o quattro scambi, con un tempo di pausa maggiore durante il sonno. Gli scambi possono essere eseguiti a domicilio, sul posto di lavoro o in un qualsiasi luogo pulito. Sarete liberi di proseguire le vostre normali attività mentre il dialisato si accumula nel vostro addome tra uno scambio e il successivo.

Dialisi peritoneale continua ciclica (CCPD)

Nel caso della dialisi peritoneale continua ciclica, un’apparecchiatura detta cycler automatico esegue da tre a cinque scambi durante la notte, mentre il paziente dorme.

  1. Il cycler riempie automaticamente l’addome con la soluzione per la dialisi,
  2. consente al dialisato di accumularsi
  3. e poi di riversarsi nel sacchetto di drenaggio che il paziente svuoterà la mattina successiva.

In questo modo il paziente può muoversi con più flessibilità durante la giornata, ma in compenso deve rimanere attaccato all’apparecchiatura per 10, 12 ore durante la notte. Al mattino si inizia con uno scambio, il cui tempo di pausa dura tutta la giornata. Durante la giornata il paziente non deve usare nessun’apparecchiatura.

Il tipo di dialisi peritoneale migliore dipende dallo stile di vita, dalle preferenze personali e dalle condizioni di salute del paziente. È inoltre possibile adeguare il programma di dialisi alle proprie necessità, combinando le due forme sopra presentate; ad esempio, se state facendo la CCPD, potete fare uno scambio in più al pomeriggio per rimuovere i rifiuti e prevenire un assorbimento eccessivo del liquido.

Risultati

Diversi fattori influiscono sulla capacità della dialisi peritoneale di rimuovere i rifiuti e i liquidi in eccesso dal sangue. Tra di essi ricordiamo:

  • Peso e altezza del paziente,
  • Velocità con cui il peritoneo filtra i rifiuti (tasso di trasporto peritoneale),
  • Volume di dialisato impiegato,
  • Numero di scambi giornalieri,
  • Lunghezza del tempo di pausa,
  • Concentrazione dello zucchero (destrosio) nel dialisato.

Per capire se la dialisi riesce a rimuovere una quantità sufficiente di prodotti di scarto l’équipe medica eseguirà diversi esami; gli esami sono importanti soprattutto durante le prime settimane di dialisi, per capire se state ricevendo un dosaggio sufficiente di dialisato.

  • Test di equilibrio peritoneale (PET). Quest’esame misura la quantità di zucchero assorbita da un sacchetto di soluzione usata, nonché la quantità di sostanze di rifiuto (urea e creatinina) assorbita dalla soluzione durante uno scambio di quattro ore.
  • Test della clearance. Durante quest’esame sono raccolti campioni di soluzione per la dialisi usata e di sangue venoso: la quantità di urea presente nella soluzione usata è confrontata con quella presente nel sangue. Se il paziente riesce a urinare, il medico preleva anche un campione di urina per misurare la concentrazione dell’urea.

Se i risultati degli esami indicano che il vostro programma di dialisi non è in grado di rimuovere una quantità sufficiente di sostanze di rifiuto, il medico può cambiare programma: ad esempio può aumentare il numero di scambi o il volume di soluzione usato in ogni scambio oppure usare una soluzione con una maggior concentrazione di destrosio.

I risultati della dialisi e lo stato di salute generale del paziente in genere migliorano seguendo un’alimentazione corretta, che comprenda alimenti poveri di sodio e di fosforo. Un dietologo può aiutarvi a elaborare una dieta personalizzata, a seconda del vostro peso, delle preferenze personali, della funzionalità renale residua e dell’eventuale presenza di altre patologie, come il diabete o l’ipertensione.

Assumere i farmaci seguendo attentamente la prescrizione medica è fondamentale per ottenere i migliori risultati possibili. Durante la dialisi, probabilmente dovrete assumere diversi farmaci per tenere sotto controllo la pressione, stimolare la produzione di globuli rossi, controllare i livelli di determinate sostanze nutritive nel sangue e prevenire l’accumulo di fosforo nel sangue.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno

Fonte http://www.farmacoecura.it/interventi/dialisi-peritoneale-a-domicilio-vantaggi-procedura-e-rischi/

 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna