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Home Articoli Farmaco e Cura Fratture e distorsioni: terapie e rischi

Fratture e distorsioni: terapie e rischi

Introduzione

In questo articolo spiegheremo brevemente quali sono le differenze tra le fratture e le distorsioni degli arti.

Anatomia

Le braccia e le gambe sono simili dal punto di vista anatomico, per esempio la spalla unisce il braccio al resto del corpo e l’anca si occupa della stessa funzione con la gamba. Il collegamento è possibile rispettivamente grazie all’omero, l’osso nella parte superiore del braccio, ed al femore, cioè l’osso nella parte superiore della gamba.

L’avambraccio è formato da due ossa, ed anche la parte inferiore della gamba è formata da due ossa (la tibia e il perone). Il gomito unisce la parte superiore e quella inferiore del braccio e il ginocchio collega le due parti della gamba.

Sia il polso sia la caviglia sono formati da molte piccole ossa e collegano, rispettivamente, la mano e il piede al resto dell’arto.

La mano è formata da cinque ossa (ossa metacarpali) che connettono il polso alle dita. Anche il piede è formato da cinque ossa (le ossa metatarsali), che uniscono la caviglia alle dita.

Le dita, sia delle mani sia dei piedi, sono quasi tutte formate da tre piccole ossa (le falangi), ad eccezione dei pollici e degli alluci che hanno solo due falangi. Le dita sono tenute insieme alle articolazioni da legamenti molto resistenti.

Fratture e distorsioni

Le fratture sono situazioni in cui le ossa si rompono, esistono però anche altre lesioni in grado di colpire i legamenti, cioè i tessuti che tengono unite le ossa: le distorsioni sono lacerazioni totali o parziali dei legamenti, che possono essere più o meno gravi.

Cura e terapia

Alcune fratture ed alcune distorsioni sono veramente gravi e devono essere rimesse a posto con un intervento chirurgico; altre, invece, possono guarire senza operazione.

Per facilitare la guarigione probabilmente dovrete tenere il braccio o la gamba immobili in una determinata posizione: questa procedura è detta immobilizzazione.

Per facilitare l’immobilizzazione, il braccio o la gamba possono essere steccati od ingessati: le steccature sono composte da due parti, un materiale similplastico aiuta il braccio o la gamba a rimanere nella posizione richiesta e le bende, comunque facili da togliere, tengono il tutto in posizione.

Le ginocchiere, i guanti per l’immobilizzazione dei polsi e i busti ortopedici, che usano l’aria per tenere l’arto immobilizzato, sono tutte varianti della steccatura.

Il gesso, invece, è più robusto delle stecche e deve essere tolto dai medici, usando strumenti speciali.

Per velocizzare la guarigione, è opportuno tenere a riposo il braccio o la gamba malati e non fare alcuno sforzo per usarli. Vi consigliamo inoltre di tenere il braccio o la gamba sollevati sopra il livello del cuore, per diminuire il rischio di gonfiore: ad esempio, quando siete seduti o sdraiati, potete far riposare l’arto tenendolo sollevato.

Per diminuire il dolore, il gonfiore e l’infiammazione si può usare la borsa del ghiaccio. Quando fate il bagno o la doccia, tenete il gesso o la steccatura all’asciutto, avvolgendoli in una borsa di plastica. Se il gesso si bagna, potete asciugarlo con l’asciugacapelli.

Non inserite corpi estranei tra il gesso e la pelle per alleviare il prurito, perché potreste danneggiare la pelle e causare infezioni. Per alleviare il prurito, in alternativa, potete usare un asciugacapelli con aria fredda.

Chiedete al medico se potete scaricare il peso sulla gamba ingessata; se non potete, dovrete usare le stampelle. Se usate le stampelle è importante scaricare il peso sui supporti delle mani, e non sulle ascelle; se scaricate il peso sulle ascelle, infatti, potreste procurarvi lesioni ai nervi, con conseguente formicolio e addormentamento delle mani.

Se i pazienti non possono usare l’arto immobilizzato, i muscoli si rimpiccioliscono perché non si possono muovere: questa situazione è detta atrofia. Quando l’ingessatura o la steccatura non servono più vengono tolte, il paziente incomincia quindi a fare fisioterapia o a muoversi e i muscoli di solito riprendono a piena funzionalità. Anche le articolazioni immobilizzate si irrigidiscono, ma la situazione, anche in questo caso, può migliorare con la fisioterapia.

Pericoli

Le ingessature e le steccature sono molto sicure, tuttavia ci sono alcuni rischi e complicazioni da tenere in considerazione. È indispensabile conoscerli per aiutare il medico a diagnosticarli con tempestività qualora si presentino.

Il gesso o la steccatura possono essere troppo stretti e premere sui vasi sanguigni e sui nervi del braccio o della gamba; in questo modo si possono originare lesioni nervose, paralisi e diminuzione permanente della sensibilità, quindi è fondamentale informare il medico se avvertite un senso di addormentamento o di formicolio dell’arto, e se vedete che le dita delle mani o dei piedi non si muovono bene. Se la circolazione diretta all’arto si interrompe, inizierete ad avere molto male e potreste addirittura perdere l’arto. Se le unghie sono bluastre o rimangono di colore bianco anche dopo che la pressione su di esse cessa, ci potrebbe essere un problema di circolazione e pertanto dovreste informare il vostro medico.

Con il passare del tempo, probabilmente avrete la sensazione che il gesso si stia allargando e riuscirete a muovere l’articolazione immobilizzata. Questo avviene perché, di solito, i muscoli sottostanti si rimpiccioliscono o perché il gesso si inumidisce o è danneggiato.

Possono formarsi trombi nelle vene delle gambe, di solito a partire da alcuni giorni dopo la frattura o la distorsione. La gamba si gonfia e inizia a fare molto male, i trombi possono  poi spostarsi dalle gambe ai polmoni e provocare problemi respiratori, dolore toracico e, in alcuni casi, anche il decesso del paziente.

In alcuni casi i problemi respiratori possono comparire all’improvviso, quindi è fondamentale informare tempestivamente il medico se ci si riconosce in uno o più dei sintomi sopraelencati. Ritornare a camminare in fretta dopo la frattura o la distorsione può essere utile per diminuire il rischio di trombi nelle gambe.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno

Fonte http://feedproxy.google.com/~r/FarmacoECura/~3/MZXpFNGo4lg/

 

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