Anoressia nervosa: sintomi, pericoli, gravidanza, cura
Introduzione
Chi soffre di anoressia nervosa (comunemente chiamata anoressia) ha una forte paura di ingrassare: pensa continuamente al cibo e limita le quantità di alimenti assunti, anche quando in realtà è già troppo magro.
L’anoressia non è un semplice problema con il cibo, ma è un modo di usare il cibo o il digiuno prolungato per ottenere un maggior controllo sulla propria esistenza e per alleviare le tensioni, la rabbia o l’ansia. La maggior parte delle persone che soffrono di anoressia sono di sesso femminile. Chi soffre di anoressia:
- È eccessivamente magro in rapporto alla propria altezza,
- Oppone resistenza quando gli viene consigliato di recuperare un peso normale,
- Ha una forte paura di ingrassare,
- Pensa di essere grasso, anche quando in realtà è molto magro,
- Salta almeno tre cicli mestruali di seguito.
Cause
L’anoressia colpisce soprattutto le ragazze e le donne (si stima infatti che una percentuale variabile dall’85 per cento al 95 per cento degli anoressici sia donna), però può colpire anche i ragazzi e gli uomini.
Un tempo si riteneva che le donne di colore fossero immuni dai disturbi alimentari, grazie alle loro culture che tendono ad accettare più favorevolmente tutti i tipi di corporatura; ad oggi invece non si sa con certezza se gli afroamericani, i centroamericani, gli abitanti delle isole del Pacifico e gli indiani d’America e dell’Alaska soffrano anch’essi di disturbi alimentari perché la cultura americana dà molta importanza alla magrezza, oppure perchè chi è immerso in una cultura diversa dalla propria cultura d’origine può iniziare a soffrirne perché l’adattamento è difficile (scontro culturale).
E’ accertato infatti che lo stress provocato dallo scontro delle due diverse culture in cui ci si ritrova a vivere può provocare disturbi alimentari caratteristici in determinate minoranze.
La causa dell’anoressia non è unica, i disturbi alimentari sono vere e proprie patologie e come tali sono curabili e le loro cause sono sia mentali sia organiche.
Tra i fattori in grado di influenzare l’anoressia ricordiamo:
- Cultura. Nei paesi sviluppati le donne sono costantemente indirizzate verso un certo ideale di bellezza. Vedere ovunque immagini di donne perfette e magre rende difficile accettare ed amare il proprio corpo così com’è. Anche gli uomini avvertono una pressione sempre maggiore verso un’ideale di perfezione fisica.
- Famiglia. Se vostra madre o vostra figlia sono o sono state anoressiche, correte un maggior rischio di diventarlo anche voi. I genitori che fanno molta attenzione all’aspetto fisico, sono perennemente a dieta o criticano il corpo dei figli aumentano le probabilità che il proprio figlio soffra di anoressia.
- Traumi o fonti di stress. Gli eventi traumatici, come lo stupro, o le fonti di stress, come l’inizio di un nuovo lavoro, possono causare l’anoressia.
- Personalità. Chi soffre di anoressia probabilmente non si piace, odia il proprio aspetto fisico o prova una profonda disperazione. Spesso si impone obiettivi molto difficili da raggiungere e cerca di essere sempre e comunque perfetto.
- Fattori biologici. Il patrimonio genetico, gli ormoni e i neurotrasmettitori probabilmente sono fattori che possono influire sulla comparsa dell’anoressia.
Sintomi
Chi è anoressico è molto magro, può ricorrere a metodi estremi per perdere peso, ad esempio può:
- Costringersi a vomitare,
- Assumere lassativi o diuretici,
- Assumere farmaci dimagranti,
- Rifiutarsi di mangiare o mangiare pochissimo,
- Fare troppo esercizio fisico, anche quando all’aperto il tempo è brutto, quando si è malati o stanchi,
- Pesare ciò che si mangia e fare il conto delle calorie,
- Assumere determinati alimenti in quantità minime,
- Spostare il cibo nel piatto anziché mangiare.
Chi soffre di anoressia può avere un’immagine del proprio corpo distorta, che si manifesta
- con il pensiero di essere grassi,
- con l’indossare solo vestiti molto larghi,
- con la necessità di pesarsi diverse volte al giorno,
- con la paura di ingrassare.
L’anoressia può anche causare comportamenti insoliti:
- si può iniziare a parlare continuamente del peso e del cibo,
- rifiutarsi di mangiare in presenza di altre persone,
- avere sbalzi d’umore,
- essere tristi o rifiutarsi di uscire con gli amici.
Chi soffre di anoressia può soffrire anche di altri problemi fisici e psichiatrici, ad esempio:
- Depressione,
- Ansia,
- Comportamenti ossessivi,
- Abuso di sostanze,
- Problemi cardiaci e/o cerebrali,
- Problemi di sviluppo fisico.
Pericoli
Con l’anoressia l’organismo non riesce a ricavare abbastanza energia dagli alimenti, quindi il suo funzionamento rallenta:
- Cervello e sistema nervoso.
- Problemi cognitivi,
- paura di ingrassare,
- tristezza,
- sbalzi d’umore,
- irritabilità,
- problemi di memoria,
- svenimenti,
- alterazioni della chimica cerebrale.
- I capelli si assottigliano e diventano fragili.
- Pressione bassa,
- rallentamento del battito cardiaco,
- palpitazioni,
- insufficienza cardiaca.
- Anemia e altri problemi.
- Debolezza muscolare,
- gonfiori articolari,
- diminuzione della massa ossea,
- fratture,
- osteoporosi.
- Carenza di potassio, magnesio e sodio.
- Interruzione del ciclo mestruale.
- problemi di crescita,
- difficoltà a concepire.
- Se incinte,
- maggior rischio di aborto spontaneo,
- parto cesareo,
- basso peso alla nascita,
- depressione post-partum.
- Facilità di formazione di lividi,
- pelle secca,
- peluria fine su tutto il corpo,
- sensibilità al freddo,
- pelle giallastra,
- unghie fragili.
Gravidanza
Chi è stata anoressica in passato può avere un figlio?
Dipende. Se la paziente è in fase di anoressia attiva, cioè è malata, il ciclo mestruale salta e di solito non avviene l’ovulazione, quindi la gravidanza è un’eventualità piuttosto remota. Chi invece è guarita dall’anoressia e ha riguadagnato un peso normale ha maggiori probabilità di avere un figlio. Se non riuscite a concepire, consultate il vostro medico.
L’anoressia durante la gravidanza può far male al bambino?
Sì.
Le gestanti anoressiche corrono un maggior rischio di perdere il bambino. Se riescono a portare a termine la gravidanza corrono un rischio maggiore di parto prematuro, di parto cesareo, di mettere al mondo un figlio con basso peso alla nascita e di depressione postpartum.
Cura e terapia
Si può guarire dall’anoressia?
Sì, i pazienti anoressici possono guarire grazie all’aiuto di un’équipe formata da medici, nutrizionisti e psicologi.
I medici:
- Aiutano il paziente a recuperare un peso normale,
- Curano i problemi psicologici connessi all’anoressia,
- Aiutano il paziente a superare i comportamenti o i pensieri in grado di provocare il disturbo alimentare.
Con questi tre passaggi è possibile prevenire le ricadute, il paziente riesce cioè a star bene sempre e a non riammalarsi dopo un periodo in cui sembrava guarito.
Diverse ricerche suggeriscono che determinati farmaci (come gli antidepressivi, gli antipsicotici o gli stabilizzatori dell’umore) in alcuni casi potrebbero essere utili per i pazienti anoressici. Si pensa che questi farmaci siano in grado di alleviare i sintomi legati all’ansia e all’umore che spesso accompagnano l’anoressia.
Altre ricerche recenti, invece, suggeriscono che gli antidepressivi sarebbero inutili nella prevenzione delle ricadute.
In conclusione nessun farmaco si è dimostrato in grado di funzionare al cento per cento nell’importante fase di recupero del peso normale, quindi non è chiaro se e come i farmaci possano aiutare i pazienti a sentirsi meglio. Le ricerche, comunque, sono tuttora in corso.
Alcune forme di psicoterapia sono in grado di risolvere o alleviare le cause psicologiche dell’anoressia: la psicoterapia è anche detta “terapia della parola”, usa diverse forme di comunicazione e mira a modificare i comportamenti o il pensiero del paziente. Questo tipo di terapia può essere utile per curare i disturbi alimentari nei pazienti giovani che non hanno sofferto di anoressia per un lungo periodo.
Il counseling individuale può essere utile per alcuni pazienti. Se il paziente è molto giovane il counseling può coinvolgere tutta la famiglia. La terapia, inoltre, può comprendere i gruppi di aiuto, in cui i pazienti e le loro famiglie si incontrano e condividono le loro esperienze.
Alcuni ricercatori sottolineano che assumere i farmaci e contemporaneamente ricorrere alla psicoterapia specializzata per l’anoressia è più utile rispetto alla psicoterapia da sola: il funzionamento o il mancato funzionamento della terapia, però, dipende dal paziente e dalla sua situazione e sfortunatamente non esiste un unico tipo di psicoterapia che si dimostri efficace per tutti gli adulti anoressici.
Terapia domiciliare
Con la terapia domiciliare il paziente deve essere visitato dai membri dell’équipe medica, in molti casi deve recarsi in ambulatorio periodicamente, ma continua a vivere a casa propria.
Alcuni pazienti possono aver bisogno di un’”ospedalizzazione parziale”, cioè si devono recare in ospedale durante il giorno ma alla sera ritornano a casa a dormire.
Infine, in altri casi, il paziente deve essere ricoverato in ospedale per seguire la terapia. Dopo le dimissioni continua a ricevere l’aiuto dell’équipe medica e diventa un paziente domiciliare.
Aiutare un famigliare
Se qualcuno che conoscete presenta i sintomi dell’anoressia, potreste essere in grado di aiutarlo o di aiutarla.
- Cercate un momento e un posto tranquilli per parlare a tu per tu con il vostro amico.
- Esprimetegli le vostre preoccupazioni, siate onesti e dite chiaramente che siete preoccupati perché non mangia abbastanza o perché fa troppo esercizio fisico. Dite che siete in pensiero e che avete il sospetto che questi comportamenti potrebbero essere sintomi di un problema per cui occorre rivolgersi al medico.
- Chiedete al vostro amico di parlare con un medico o con uno psicologo esperto di disturbi alimentari. Offritevi di dargli una mano a trovare il medico o lo psicologo, di fissare l’appuntamento e di accompagnarlo/a dal medico.
- Evitate i conflitti. Se il vostro amico non vuole ammettere di avere un problema, non forzatelo. Ditegli che siete disposti ad ascoltarlo se e quando vorrà parlarne.
- Non fatelo vergognare e non incolpatelo. Non ditegli: “È facile: basta mangiare.”, ma piuttosto: “Sono preoccupato perché non vuoi mangiare pranzo o cena” oppure “Sentirti vomitare mi fa paura.”
- Non proponete soluzioni semplici. Non dite “Smettila, e tutto si risolverà.”
- Rassicurate il vostro amico che voi continuerete ad essere al suo fianco, in ogni caso.
Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno
Fonte http://www.farmacoecura.it/malattie/anoressia-nervosa-sintomi-pericoli-gravidanza-cura/
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