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Home Articoli Farmaco e Cura Influenza Aviaria H5N1: sintomi, cura, pericoli

Influenza Aviaria H5N1: sintomi, cura, pericoli

Introduzione

L’influenza aviaria è una patologia virale infettiva che colpisce gli uccelli (soprattutto quelli acquatici selvatici, come le anatre e le oche), e spesso non dà alcun sintomo evidente. I virus dell’aviaria, in alcuni casi, possono contagiare il pollame domestico e causare gravi epidemie su larga scala; è stato scoperto che alcuni ceppi di virus dell’aviaria sono in grado di superare le barriere tra le specie e causare patologie o infezioni subcliniche negli esseri umani e in altri mammiferi.

Influenza Aviaria

Influenza Aviaria (http://www.geograph.org.uk/photo/338394)

I virus dell’influenza aviaria sono classificati in due gruppi a seconda della loro capacità di provocare malattie negli uccelli: possono essere ad alta patogenicità o a bassa patogenicità.

I virus ad alta patogenicità causano alte percentuali di decessi (fino al 100% di mortalità entro le 48 ore) in alcune specie di uccelli, mentre i virus a bassa patogenicità, invece, pur provocando epidemie nel pollame, in genere non causano patologie gravi.

Cause

Il sottotipo H5N1 del virus dell’aviaria è un virus ad alta patogenicità che ha colpito per la prima volta la specie umana nel 1997 durante un’epidemia scoppiata ad Hong Kong; dopo l’ulteriore diffusione mondiale nel 2003 e 2004, questo ceppo di virus dell’aviaria si è diffuso dall’Asia verso l’Europa e l’Africa e si è radicato nel pollame di diversi paesi, causando migliaia di casi di influenza aviaria, alcune centinaia di casi nella specie umana e molti decessi.

Le epidemie di aviaria negli uccelli hanno influenzato profondamente la vita quotidiana, l’economia e il commercio internazionale nei paesi colpiti; l’attuale diffusione del virus negli uccelli, specie quand’è endemica, continua a rappresentare una minaccia per la salute pubblica, perché entrambi i tipi di virus sono in grado di causare gravi patologie negli esseri umani e potrebbero mutare in una forma maggiormente trasmissibile tra gli esseri umani.

Fattori di rischio

Il principale fattore di rischio per l’infezione della specie umana sembra essere l’esposizione diretta o indiretta al pollame (vivo o morto) o all’ambiente contaminato; controllare la diffusione del virus H5N1 nel pollame è fondamentale per diminuire il rischio di infezione nella specie umana.

Data la resistenza del virus H5N1 in alcune popolazioni di pollame, il controllo richiederà un impegno a lungo termine delle autorità sanitarie nazionali e uno stretto coordinamento tra le autorità sanitarie e veterinarie.

Non ci sono prove che il virus H5N1 possa trasmettersi alla specie umana con il consumo di pollame o uova preparati secondo attente norme igieniche, anche se alcuni casi di contaminazione umana si sono dimostrati connessi al consumo di piatti a base di sangue di pollame crudo e contaminato. Al contrario la macellazione ed il contatto con le carcasse di pollame infetto, nonché la preparazione dello stesso per il consumo, specie se casalinga, probabilmente sono fattori di rischio.

Sintomi

La percentuale di decessi dovuti alle infezioni da virus H5N1 negli esseri umani è molto più alta rispetto a dei virus dell’influenza stagionale.

In molti pazienti le patologie causate dal virus H5N1 hanno un decorso insolitamente aggressivo, con un peggioramento rapido e un alto tasso di mortalità; come nel caso di molte altre malattie comparse di recente, non si sa ancora molto dell’influenza provocata dal virus H5N1.

Il periodo di incubazione dell’influenza aviaria probabilmente è più lungo rispetto a quello della normale influenza stagionale, che è pari a due o tre giorni; i dati attuali riferiti all’infezione da H5N1 indicano un periodo di incubazione variabile tra i 2 e gli 8 giorni, che però potrebbe arrivare fino ai 17 giorni. L’OMS (Organizzazione mondiale per la sanità) attualmente indica al personale sanitario di prendere come riferimento un periodo di incubazione di 7 giorni per gli studi epidemiologici e il monitoraggio dei contatti avuti dai pazienti.

I sintomi iniziali comprendono:

  • febbre alta, di norma con una temperatura maggiore di 38 °C,
  • altri sintomi para-influenzali.

Alcuni pazienti hanno anche riferito, come sintomi iniziali:

Una caratteristica comune a molti pazienti è lo sviluppo di disturbi delle basse vie respiratorie già nelle prime fasi della malattia, sulla base dei dati finora raccolti si evince che i problemi respiratori si sviluppano circa cinque giorni dopo la comparsa dei primi sintomi.

I pazienti riportano con frequenza:

  • distress respiratorio,
  • raucedine,
  • rumori simili a scricchiolii durante l’inalazione.

La produzione di catarro non ha caratteristiche univocamente determinate, anche se a volte può essere presente del sangue.

Cura e terapia

Le prove finora raccolte indicano che alcuni antivirali, come l’oseltamivir (Tamiflu®) sono in grado di diminuire la durata della replicazione virale e di migliorare le probabilità di sopravvivenza.

Quando si sospetta un caso di aviaria, l’oseltamivir dovrebbe essere prescritto il prima possibile (idealmente entro 48 ore dalla comparsa dei sintomi) per massimizzare i benefici terapeutici; tuttavia, dati i significativi tassi di mortalità attualmente connessi con le infezioni da H5N1 e l’evidenza di una replicazione virale prolungata, si dovrebbe valutare la somministrazione del farmaco anche a quei pazienti che presentano sintomi in fasi successive della malattia.

In caso di infezione grave da H5N1 si dovrebbe valutare un aumento della dose giornaliera e/o della durata della terapia.

In caso di pazienti gravemente ammalati o di pazienti affetti da sintomi gastrointestinali gravi, l’assorbimento del farmaco potrebbe essere compromesso. È necessario tenere in considerazione questa possibilità se ci si ritrova ad affrontare situazioni di questo genere.

Prevenzione

Posso essere contagiato dall’influenza aviaria se mangio il pollame o le uova?

È impossibile essere contagiati dall’influenza aviaria se si mangiano pollame o uova adeguatamente preparati: se si scoprisse un caso di influenza aviaria negli Stati Uniti od in altro paese occidentale, la probabilità che il pollame o le uova infette entrino nella catena alimentare sarebbe minima, perché il pollame manifesta immediatamente i sintomi e le misure sanitarie sono molto rigide, e comprendono ispezioni ed esami sugli animali.

Le galline colpite dai virus dell’aviaria di norma, tra i primi sintomi, smettono di deporre uova e le poche uova che pur vengono deposte di solito non superano i lavaggi e le varie misurazioni, perché i gusci sono fragili e malformati. Inoltre la produzione di uova di un’azienda viene interrotta al primo sospetto di epidemia di aviaria, senza attendere ulteriori conferme diagnostiche. Pertanto è praticamente impossibile che le uova che arrivano sul mercato siano contaminate dall’aviaria.

Le misure fondamentali per prevenire il virus sono la cottura del pollame, delle uova e dei prodotti derivati a una temperatura adeguata e la prevenzione della contaminazione incrociata. Tutti dovrebbero seguire le precauzioni indicate per la prevenzione di altre contaminazioni alimentari, ad esempio per la salmonella.

  1. Lavatevi le mani con acqua tiepida e sapone per almeno 20 secondi prima e dopo essere entrati in contatto con pollame e uova crudi.
  2. Pulite le superfici della cucina e gli utensili con detersivo/sapone e acqua calda per impedire al pollame o alle uova di contaminare gli altri alimenti.
  3. I taglieri dovrebbero essere disinfettati usando una soluzione con un cucchiaio di candeggina e 3,5 litri d’acqua.
  4. Cuocete il pollame finché non raggiunge una temperatura interna pari ad almeno 70-75 °C. Si può comunque cuocere il pollame a una temperatura maggiore, se si preferisce così.
  5. Cuocete le uova finché sia il tuorlo sia l’albume sono ben sodi. I piatti a base di uova dovrebbero essere cotti a una temperatura superiore ai 70 °C.
  6. Per cucinare piatti a base di uova crude o poco cotte, usate le uova trattate contro la salmonella con la pastorizzazione o con un altro metodo approvato; tra questi piatti ricordiamo la salsa per la Caesar salad e il gelato fatto in casa. La maionese in vendita al supermercato, i condimenti e le salse a base di uova pastorizzate sono sicuri.

Rischio di pandemia nella specie umana

Le pandemie influenzali (epidemie su larga scala) sono eventi imprevedibili ma ricorrenti, che possono avere conseguenze sanitarie, economiche e sociali pressoché ovunque. Si ha una pandemia influenzale se si verificano contemporaneamente due fattori:

  1. emerge un virus influenzale in grado di trasmettersi con continuità all’interno della specie umana,
  2. la maggior parte delle persone ha difese immunitarie molto basse o assenti per quel virus.

Nel mondo globalizzato di oggi un’epidemia localizzata è in grado di trasformarsi rapidamente in pandemia, lasciando poco tempo per organizzare la macchina sanitaria che dovrebbe contrastarla.

Il virus H5N1 dell’aviaria è uno dei virus influenzali potenzialmente in grado di provocare una pandemia, perché continua a diffondersi ampiamente in alcune popolazioni di pollame, la maggior parte delle persone non ha difese immunitarie contro di esso ed è in grado di provocare patologie gravi e il decesso degli esseri umani.

Oltre all’H5N1, ci sono altri sottotipi di virus dell’influenza animale che in passato hanno colpito gli esseri umani; tra di essi ricordiamo i virus H7 e H9 dell’aviaria e i virus H1 e H3 dell’influenza suina. Anche i virus H2 potrebbero provocare una pandemia influenzale, quindi i piani sanitari dovrebbero tenere in considerazione i rischi connessi ai diversi sottotipi virali, provenienti da diverse fonti.

Intervento dell’OMS

Le agenzie di salute veterinaria e le autorità veterinarie nazionali sono responsabili del controllo e della prevenzione delle patologie animali, e quindi anche dell’influenza. L’OMS, l’OIE (World Organisation for Animal Health) e la FAO collaborano in diversi modi per monitorare e valutare i rischi dei virus dell’influenza animale sulla salute pubblica e per intervenire sui rischi al momento del contatto tra la specie umana e quelle animali, in qualsiasi parte del mondo.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno

Fonte http://www.farmacoecura.it/influenza/influenza-aviaria-h5n1-sintomi-cura-pericoli/

 

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