Sepsi o setticemia: sintomi, cause e cura
Introduzione
La setticemia (o sepsi) e una complicazione potenzialmente letale di un’infezione: la setticemia può colpire chiunque, però è più frequente e più pericolosa negli anziani e nei pazienti che hanno problemi al sistema immunitario.
La sepsi si verifica quando le sostanze chimiche che entrano in circolo per combattere l’infezione scatenano un’infiammazione diffusa in tutto l’organismo, questa infiammazione crea trombi microscopici che possono impedire alle sostanze nutritive e all’ossigeno di raggiungere gli organi, provocandone l’esaurimento: se la sepsi peggiora e si trasforma in shock settico (shock setticemico), la pressione diminuisce improvvisamente e può verificarsi il decesso del paziente.
Se la setticemia viene curata con tempestività, di solito con gli antibiotici e con grandi quantità di liquidi somministrati tramite flebo, le probabilità di sopravvivenza del paziente aumentano.
Cause
Potenzialmente qualsiasi tipo di infezione può provocare la setticemia, tuttavia tra le cause infettive più frequenti ricordiamo:
- Polmonite;
- Infezioni addominali;
- Infezioni renali;
- Infezioni del sangue (batteriemia).
Negli Stati Uniti la setticemia sembra essere sempre più diffusa, tra le cause dell’aumento dell’incidenza ricordiamo:
- Invecchiamento della popolazione. Vivendo più a lungo, aumenta la popolazione nella fascia d’età più a rischio, cioè quella di età superiore ai 65 anni.
- Batteri resistenti ai farmaci. Molti tipi di batteri sono in grado di resistere agli antibiotici che un tempo riuscivano a debellarli. I batteri resistenti agli antibiotici spesso sono la causa principale delle infezioni che provocano la setticemia.
- Indebolimento del sistema immunitario. Sempre più pazienti presentano un indebolimento del sistema immunitario, causato dal virus HIV, dalle terapie antitumorali o dai farmaci antirigetto usati dopo i trapianti.
Fattori di rischio
La setticemia colpisce con maggior frequenza e con maggiori rischi i pazienti:
- molto piccoli o molto anziani;
- con sistema immunitario compromesso;
- già molto malati, spesso già in terapia intensiva;
- a cui sono stati impiantati dispositivi invasivi, ad esempio il catetere o il tubo endotracheale.
Sintomi
Molti medici considerano la setticemia come una sindrome a tre stadi:
- il primo è la setticemia che via via si aggrava,
- trasformandosi prima in setticemia grave
- e infine in shock setticemico.
Lo scopo della terapia è quello di curare la setticemia nel primo stadio, prima che diventi più pericolosa.
Sintomi della setticemia
Per arrivare alla diagnosi di setticemia, il paziente deve presentare almeno due dei sintomi seguenti:
- Febbre superiore ai 38,5 °C o temperatura inferiore ai 35 °C;
- Battito superiore ai 90 battiti al minuto;
- Frequenza respiratoria maggiore di 20 respiri al minuto;
- Infezione (probabile o diagnosticata);
Sintomi della setticemia grave.
La diagnosi diventa quella di setticemia grave se il paziente presenta almeno uno dei sintomi sottoelencati, che sono indice di malfunzionamento degli organi:
- Zone di pelle a chiazze;
- Produzione di urina significativamente minore del normale;
- Cambiamento improvviso dello stato mentale;
- Diminuzione delle piastrine;
- Difficoltà respiratorie;
- Alterazione della funzionalità cardiaca.
Sintomi dello shock setticemico
Per arrivare alla diagnosi di shock setticemico, il paziente deve soffrire dei sintomi della setticemia grave, unita a una pressione estremamente bassa.
Quando chiamare il medico
La setticemia, nella maggior parte dei casi, si verifica nei pazienti già ricoverati in ospedale. Chi si trova in terapia intensiva, infatti, è particolarmente vulnerabile alle infezioni, che sono la causa principale della setticemia.
Se contraete un’infezione oppure manifestate i sintomi della setticemia dopo un intervento chirurgico, un ricovero in ospedale o un’infezione, andate immediatamente dal medico o al pronto soccorso.
Pericoli
Man mano che la setticemia peggiora, il sangue ha sempre maggiori difficoltà a raggiungere gli organi vitali come il cervello, il cuore e i reni. La setticemia causa la formazione di trombi negli organi interni, negli arti e nelle dita, provocando insufficienze organiche di varia gravità e morte dei tessuti (cancrena).
La maggior parte dei pazienti guarisce dalla setticemia lieve, ma il tasso di mortalità per la setticemia grave o per lo shock settico si avvicina al 50 per cento.
Diagnosi
Diagnosticare la setticemia può essere difficile, perché i sintomi potrebbero anche essere provocati da altre malattie. I medici, nella maggior parte dei casi, prescrivono una serie di esami per cercare di identificare l’infezione che provoca il disturbo.
Esami del sangue
Un campione di sangue può essere esaminato alla ricerca di:
- sintomi di infezioni,
- problemi di coagulazione,
- anomalie nella funzionalità del fegato o dei reni,
- problemi nella disponibilità dell’ossigeno,
- squilibri elettrolitici.
Altri esami di laboratorio
A seconda dei sintomi il medico probabilmente vi prescriverà esami su uno o più dei fluidi corporei sottoelencati:
- Urina. Se il medico sospetta che abbiate un’infezione delle vie urinarie, vorrà controllare le urine alla ricerca di segni di batteri.
- Secrezioni delle ferite. Se avete una ferita che sembra infetta, l’esame di un campione delle sue secrezioni potrà essere utile per capire quale tipo di antibiotici è più indicato.
- Secrezioni dell’apparato respiratorio. Il catarro espulso può essere esaminato per capire quale tipo di germe causa l’infezione.
Esami di imaging
Se la localizzazione dell’infezione non è evidente, il medico può prescrivervi uno o più degli esami di imaging sottoelencati:
- Radiografia. Le radiografie usano radiazioni a bassa intensità e rappresentano un ottimo strumento per visualizzare i problemi dei polmoni. Le radiografie sono indolori e durano soltanto pochi minuti.
- TAC (tomografia computerizzata). Le infezioni dell’appendice, del pancreas o dell’intestino sono visibili più facilmente con la TAC. Questa tecnologia proietta i raggi X con angolazioni diverse e li combina per elaborare immagini in sezione delle strutture interne dell’organismo. L’esame è indolore e di solito viene eseguito in meno di 20 minuti.
- Ecografia. Questa tecnologia usa le onde sonore per produrre immagini visibili in tempo reale su un monitor. L’ecografia può essere particolarmente utile per diagnosticare infezioni della cistifellea o delle ovaie.
- Risonanza magnetica (MRI). La risonanza magnetica può essere utile per diagnosticare infezioni dei tessuti molli, ad esempio un ascesso all’interno della spina dorsale. Questa tecnologia usa le onde radio e una calamita potente per produrre immagini in sezione degli organi interni.
Cura e terapia
Una terapia tempestiva e aggressiva aumenta le probabilità di sopravvivenza del paziente; chi soffre di setticemia grave deve essere tenuto sotto stretto controllo e deve essere curato in ospedale, in terapia intensiva.
Se soffrite di setticemia grave o di shock setticemico, possono essere necessarie le procedure di rianimazione per stabilizzare la funzionalità respiratoria e cardiaca.
Farmaci
Per curare la setticemia sono usati molti tipi di farmaci diversi, tra cui ricordiamo:
- Antibiotici. La terapia antibiotica inizia immediatamente, addirittura prima dell’identificazione dell’agente infettivo. In una prima fase il paziente riceve un antibiotico ad ampio spettro, efficace contro molti tipi diversi di batteri. Gli antibiotici sono somministrati tramite flebo. Una volta ottenuti i risultati degli esami del sangue, il medico può cambiare antibiotico, passando a uno più efficace contro il batterio specifico che provoca l’infezione.
- Vasopressori. Se la pressione rimane troppo bassa anche dopo aver ricevuto i liquidi in flebo, probabilmente vi sarà somministrato un vasopressore, cioè un farmaco che fa restringere i vasi sanguigni e contribuisce ad aumentare la pressione.
- Altri farmaci. Gli altri farmaci che vi potranno essere somministrati comprendono i corticosteroidi in dosi minime, l’insulina (per mantenere stabile il livello di glucosio nel sangue), i farmaci che modificano la risposta immunitaria, gli analgesici o i sedativi.
Terapia
Chi è affetto da setticemia grave di norma viene ricoverato in terapia intensiva, con ossigeno e somministrazione di liquidi tramite flebo. A seconda delle condizioni può essere necessario il ricorso al respiratore o alla dialisi, in caso di insufficienza renale.
Intervento chirurgico
L’intervento chirurgico può essere necessario per rimuovere la causa dell’infezione, ad esempio un ascesso, cioè un accumulo di pus.
Traduzione ed integrazione a cura di
Fonte http://www.farmacoecura.it/malattie/sepsi-o-setticemia-sintomi-cause-e-cura/
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